L’INTOCCABILE BOVO

L’INTOCCABILE BOVO

Nato a Padova l’11 ottobre 1975. Prima firma della pagina sportiva del Corriere del Veneto e telecronista di Dahlia Tv per il campionato di serie A. Ha collaborato con Il Corriere dello Sport, Il Mattino di Napoli, RTL 102.5, Sky, Gioco Calcio e La7.

Dalla lettura dell’edizione domenicale del Gazzettino di Padova si apprendono le sbalorditive motivazioni che hanno portato all’esonero di Nello Di Costanzo e al ritorno di Carlo Sabatini. Tralasciando il fatto che sul sito web societario del Calcio Padova non sia stato fatto nemmeno un ringraziamento per il lavoro svolto dal tecnico romano, ecco il pensiero del presidente Marcello Cestaro: « Non posso tenere uno che cambia schemi in continuazione, e che lascia fuori squadra Bovo, al contrario di quanto mi aveva assicurato alla vigilia della partita. Ha cambiato formazione a mia insaputa ». Bovo, che consideriamo a scanso di equivoci un buon giocatore e che secondo noi sarebbe stato opportuno far giocare a Salerno se non altro per una questione di motivazioni, secondo Cestaro dovrebbe essere intoccabile, al punto da non poter essere sottoposto a turnover come accade a rotazione a tutti i più grandi giocatori del campionato italiano. Dunque par di capire che Gilardino, Eto’o, Totti, Del Piero, Marchisio, Camoranesi, Toni, Ronaldinho, Cassano, Samuel, Hamsik e Sissoko possano finire in panchina senza fiatare e senza che i presidenti dei club di appartenenza decidano di esonerare Ranieri, Mourinho, Leonardo, Zaccheroni, Delneri, Prandelli o Mazzarri. Da oggi, invece, sappiamo che a Padova Bovo gode di un trattamento particolare e che non potrà essere messo fuori squadra senza che il tecnico di turno si sia consultato prima con il presidente: « Non sono uno che si intende di calcio – chiarisce Cestaro – ma i migliori devono giocare ». Apprendiamo, oltretutto, che il presidente adesso metterà bocca pure sulla formazione, pur ammettendo di non conoscere la materia di cui parla. Altra novità. Oltre ai mancati ringraziamenti a Di Costanzo, il presidente non ha voluto rispondere al telefono al suo ex allenatore. E prendiamo atto che lo ha esonerato senza aver visto la partita di Salerno: « Mi è stato riferito che siamo stati una squadra senza né capo né coda ». Un esonero per sentito dire? Più o meno. Un’impresa vera trovare le parole per commentare. Pur sforzandoci, non ce ne vengono in mente.

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