Cestaro, basta esoneri. Pea merita il Padova e Padova merita Pea

Cestaro, basta esoneri. Pea merita il Padova e Padova merita Pea

Rubrica al femminile curata da Marianna Pagliarin, vicedirettrice di PadovaSport, conduttrice a Cafè24 TV e speaker a Radio Italia Anni 60

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Presidenti come il nostro sono cosa rara. In tutti i sensi.

Tutti amiamo Cestaro, la sua simpatia, la sua bontà, il suo modo di essere paterno con la squadra e con i tifosi, il suo essere fuori dagli schemi quando incita i suoi dagli altoparlanti dell’Euganeo o quando “sbrocca” in sala stampa al cospetto di qualche domanda impertinente. Lo amiamo così, perché è genuino.

Eppure tutti ce la prendiamo un po’ con lui quando agisce d’impulso, senza riflettere; come un padre arrabbiato che mette in castigo il figlio senza aver prima indagato sull’entità della marachella. Le sue tempestose esternazioni spesso destabilizzano l’ambiente, più che spronarlo. Da qualche mese, con Baraldi al suo fianco che lo consiglia e lo supporta in un mondo, quello del calcio, troppo intricato per un uomo semplice come Cestaro, il Cavaliere si era ridimensionato, tenendo a freno parole di cui poi avrebbe potuto pentirsi. Tutti noi sappiamo che ogni cosa che il Presidente dice o fa, la dice e la fa per l’immenso amore che nutre nei confronti del biancoscudo. Nessuno può né potrà mai metterlo in discussione. Ma gli errori del passato avrebbero dovuto essere un monito per gli anni a venire: i colpi di testa sugli esoneri dei vari Sabatini, Di Costanzo, Calori dovrebbero aver insegnato che non sempre la scelta impulsiva è quella giusta. E soprattutto dovrebbero aver insegnato che iniziare a parlare di panchina a rischio è un discorso che mette a repentaglio la serenità dello spogliatoio, che poi accusa pressioni difficili da gestire.

Fin dall’estate si parlava di pazienza e fiducia verso Pea e la giovane squadra appena assemblata. La predicavamo noi, ma in primis lo stesso Presidente. Pazienza e fiducia ripagate da risultati che non hanno tardato ad arrivare. Il progetto societario annunciato quest’anno era di un campionato di transizione, volto a formare un gruppo che, in quanto giovane, doveva affermarsi e consolidarsi. E costituito con un budget notevolmente ridimensionato. Poi si sa, l’appetito vien mangiando, e la posizione in classifica ha iniziato a far gola e si è iniziato a pensare che forse questo Padova avrebbe potuto arrivare più in alto. Ora, che da qualche settimana la squadra zoppica un po’, è il Presidente che sta perdendo la pazienza. Non la piazza, non la stampa, ma il Presidente. E dispiace. Tanto. Perché per la prima volta, in questi anni di B, anche i tifosi, pur bofonchiando malcontento in seguito ad alcune deludenti prestazioni della squadra, sono dalla parte del mister. Non vogliamo addurre alibi ma la perdita di due colonne portanti come Cuffa e Piccioni hanno inciso pesantemente sul gioco dei biancoscudati.

Tifosi, stampa, dirigenti (Baraldi e Salvatori) e soci, sono tutti dalla parte di Pea.

Il nostro auspicio è che questa fiducia venga confermata a pieni voti, per il bene di tutti.

Presidente, è quasi Natale, sia buono, lasci mangiare il panettone a Pea. Se lo merita. E questa piazza merita un allenatore come lui.

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