CARTERI, IL PADOVANO DI CITTADELLA

CARTERI, IL PADOVANO DI CITTADELLA

S’è fatto tutta la trafila, dalle giovanili. Poi, a Davide Carteri, Il Padova ha detto ciao e grazie. Lui ha incassato e adesso annusa la A con il Cittadella. E domani, dopo il primo storico derby in B finito 1-1 (Pesoli, poi Italiano), la storia si ripeterà. I cugini biancoscudati hanno l’acqua alla gola, devono vincere per salvarsi, dopo una partenza super e un atterraggio d’emergenza brusco che deve ancora finire. I granata, invece, hanno la tranquillità di chi sta in alto. Anche se «la salvezza non è ancora matematica – spiega Carteri, l’ex – dobbiamo arrivare a 52 punti, più o meno. Allora poi potremmo stare più sereni e cercare anche di raggiungere qualcosa di diverso». Lui e il Padova, un rapporto strano. «Saranno avversari, come gli altri. Certo, al passato si guarda sempre con occhi diversi, soprattutto in un derby. Sono nato a Padova e quindi, per me, ha un sapore diverso. Ma l’affronteremo proprio come tutte le altre. Se vinciamo, però… E io scommetto sul Citta». perché se i granata vincono raggiungono quota 50. Sogno lì, a due passi. Anzi tre.

Centrocampista di quantità, classe ’82, 12 gol nei suoi 10 anni di Citta, un veterano che probabilmente troverà un posto da titolare se mister Foscarini deciderà per il 4-4-2, accantonando per un po’ il 4-3-3, schema dei record, con il quale si è raggiunti lo score storico di 7 risultati utili consecutivi. «Se gioco bene, se non gioco i compagni mi sentiranno vicino, perché il nostro gruppo è fortissimo. Vincere, pareggiare, anche perdere ci sta. Ma con la testa sulle spalle come adesso, il Cittadella può solo andare lontano».

Per Foscarini, pochi problemi di formazione: Cherubin è tornato in gruppo, solo Bellazzini (guai all’adduttore) ha svolto lavoro differenziato

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