Cittadella, il bilancio del 2012 del presidente Gabrielli

Cittadella, il bilancio del 2012 del presidente Gabrielli

Presidente Andrea Gabrielli, come giudicare per il Cittadella il 2012 che si è chiuso lunedì? «Direi che il bilancio alla fine del girone d’andata è positivo. Siamo in linea o addirittura al di là delle aspettative estive. Nel complesso c’è stato un buon andamento sotto tutti gli aspetti. Se guardiamo alle assenze per infortunio, siamo riusciti ad arrivare a metà torneo in buona posizione». Cosa manca per vedervi in pianta stabile nella zona playoff? «Non è facile inserirsi definitivamente nella zona nobile della graduatoria. Ci sono tante squadre che dichiaratamente ambiscono a quella fascia. Dobbiamo, anzi, stare attenti, perché con 2-3 sconfitte è facile trovarsi in lotta per i playout. È una classifica compressa, segnata dalle penalizzazioni iniziali. Speriamo di non rivivere l’esperienza di un paio di anni fa con l’Ascoli, che ebbe indietro dei punti nell’ultima settimana di campionato». La sensazione è che questo Cittadella possa sognare in grande. «La squadra sta rispondendo bene. Ha disputato delle ottime partite. Questo gruppo al completo, con la mentalità dimostrata, potrà continuare a fare un buonissimo campionato. I nostri obiettivi dichiarati sono quelli di disputare a metà classifica. Dobbiamo tenere presente, poi, che molte delle nostre rivali si rinforzeranno in vista del girone di ritorno». Contro il Bari avete subito l’ennesimo torto arbitrale. «Spero si siano concentrati tutti a dicembre. Abbiamo avuto cinque espulsioni e credo sia un record che non avevamo raggiunto neanche in una stagione. Mi auguro che da gennaio le cose cambino. Dovessero continuare così, si potrebbe anche pensar male. La mentalità del Cittadella è quella giusta ed è testimoniata dalla Coppa Disciplina. Ho visto episodi simili ai nostri in altre partite valutati in modo diverso. Non mi sento di giudicare la qualità della classe arbitrale, ma abbiamo spesso tanti esordienti. Mariani, ad esempio, era già ultimo nella classifica stilata dagli esperti. Credo che l’utilizzo del giudice di porta in serie A abbia portato via fischietti alla B, che deve spesso ricorrere a giovani e poco esperti».

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