Di Nardo sostituito, arrabbiato e poi… pentito

Di Nardo sostituito, arrabbiato e poi… pentito

Totò Di Nardo getta acqua sul fuoco. L’attaccante granata smorza le polemiche dopo il malcontento mostrato sabato in panchina al momento della sostituzione. «Era un momento della partita nella quale i compagni erano un po’ in difficoltà», spiega l’ex biancoscusato. «Non è che ce l’avevo per la sostituzione, ma perché dalla panchina l’allenatore in seconda Giacomin continuava a richiamarmi. Credo non ce ne fosse bisogno. Me ne sono subito andato nello spogliatoio per non fare danni». Giacomin ha chiamato più volte Di Nardo sull’attenti: «Era una partita importantissima e mi sono innervosito, perché continuava a riprendermi sulla posizione da tenere nei corner a sfavore. Mi ha dato fastidio, perché se c’è una cosa che non mi manca è l’attenzione. Quando sei nervoso fai cose che non dovresti fare. A volte bisogna tuttavia rendersi conto che i richiami possono portare l’effetto contrario. Ho già chiarito tutto con l’allenatore in seconda al termine della partita nello spogliatoio. Non c’è nessun caso e non c’è alcuna polemica da fare. Di certo a Cittadella nessuno mi aveva mai visto così nero». Il match vinto sabato contro la Juve Stabia è stato ad alta tensione: «È stata una partita che ci ha visto giocare saltuariamente nella prima parte. Abbiamo giocato il peggior primo tempo dell’anno. Allora si sono accumulate nel corso del confronto una serie di tensioni che alla fine ti fanno scoppiare. L’importante era fare i tre punti. Quando si chiude la partita tutto passa e torna come prima». Prima della famigerata sostituzione Di Nardo aveva deliziato il Tombolato con alcuni numeri di alta scuola, come quello che ha dato il “là” all’1-0 di Di Carmine: «Avevo visto partire Ciancio, poi lui si è inserito e mi ha chiamato la palla. Solo sentendolo gli ho offerto l’assist che ha portato al gol». Il napoletano, da vero leader, riprende un po’ l’atteggiamento della squadra: «Dovevamo cercare di fare qualcosa in più nel primo tempo. Se alla fine non fossimo riusciti a vincere la situazione si sarebbe messa in modo completamente diverso. Quella con la Juve Stabia era la partita più importante dell’anno». Ora la salvezza è davvero a portata di mano: «Finchè la matematica non ci darà ragione, dovremo continuare a lavorare e a far punti. Con i tre punti di sabato abbiamo fatto un bel balzo in avanti. Dopo esserci ritrovati in zona playout abbiamo reagito cogliendo 8 punti nelle ultime 4 partite. Nel momento più difficile e con le partite più toste da affrontare siamo venuti fuori. Ora facciamo questi benedetti 50 punti e chiudiamo il discorso salvezza»

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