Djuric si racconta: “Ho iniziato il calcio a 15 anni, prima facevo il cameriere. Cittadella? Sono venuto qui per giocare”

Djuric si racconta: “Ho iniziato il calcio a 15 anni, prima facevo il cameriere. Cittadella? Sono venuto qui per giocare”

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Milan Djuric, ospite ieri sera della nostra trasmissione (Padova Sport ogni giovedì su La 13) ha parlato della sua nuova avventura al Cittadella e dei suoi inizi da calciatore. Sul momento dei granata: “Se i ragazzi sono tutti uniti sicuramente si possono raggiungere obiettivi che da soli è più complicato raggiungere. Sono arrivato da due settimane ed ho trovato un gruppo unito. Purtroppo la classifica non è delle migliori ma nonostante le ultime sconfitte siamo ancora più uniti di prima e vogliamo dimostrare che il vero Cittadella non è quello che si è visto nell’ultimo mese”. Un flash sull’inizio della carriera, insolitamente cominciata in età avanzata: “Ho iniziato col calcio a 14-15 anni. Prima facevo il cameriere in un hotel. Di solito un ragazzino si appassiona al calcio fin da subito, a sette-otto anni. Io invece ho iniziato col rugby, ma dopo essermi fratturato la clavicola ho capito che non era la mia strada. Poi, oltre a continuare la scuola, sono andato a lavorare in un albergo come cameriere. Mio fratello giocava nelle giovanili del Cesena, allora ho provato anche io, ed è andata bene. Lui ora gioca a Forlì in Lega Pro. Sono stato fortunato ad incontrare persone che mi hanno dato fiducia”:

Sulle sue caratteristiche: “Ho un fisico atipico per il calcio. Faccio del gioco aereo il mio punto di forza. Credo di avere caratteristiche che possono far comodo ad una squadra che lotta per non retrocedere”. Sui suoi trascorsi a Trapani: “A Trapani io e la mia famiglia ci siamo trovati molto bene. Nella prima parte di stagione giocavo con regolarità, poi l’allenatore ha fatto altre scelte e allora ho scelto di intraprendere questa nuova avventura. Voglio dimostrare il mio valore per migliorare la classifica del Cittadella. Riguardo alla trattativa che mi ha portato qui, le prime voci ci furono a metà gennaio e verso la fine del calciomercato si è concretizzato l’accordo tra le società. Poi non ho esitato ad accettare la destinazione. La partita di Coppa Italia contro l’Inter è stata la ciliegina sulla torta di questi 6 mesi. Considerando anche che il Trapani è una squadra che non era mai salita in serie B in tutta la sua storia. All’inizio il tandem offensivo titolare eravamo io e Mancosu poi, dopo sconfitta contro il Cesena, il mister ha deciso di cambiare qualcosa, quindi molte volte entravo solo a gara in corso. Per questo ho scelto di cambiare aria”. 

Altre curiosità: “Gol in rovesciata contro il Crotone? Ho sfruttato le mie doti aeree. Il 90% delle reti che ho segnato le ho siglate di testa. A Crotone invece, ne ho fatti due di piede. Quello è stato sicuramente il più bello della carriera. Obiettivi? Riprendermi dall’infortunio per dare una mano alla squadra a risalire la china magari segnando tanti gol. Conoscevo Di Donato, Marino e Paolucci. In queste due settimane ho legato con Surraco, Perez e Donnarumma, miei coetanei. Foscarini? E’ un ottimo allenatore. In questi 10 anni al Cittadella ha sempre centrato gli obiettivi prefissati e lo farà anche quest’anno. Inoltre ha valorizzato molti giovani”.

Il Padova? Col Trapani ci abbiamo giocato tre volte contro, vincendo tutte e tre le volte. Secondo me è un’ottima squadra, ma attraversano un anno in cui va tutto storto. Capita, non è facile riprendersi. Tuttavia, le loro caratteristiche non meritano questa posizione di classifica, così come il Cittadella.

A chi mi ispiro? Il mio modello è Drogba. Mi è sempre piaciuta la sua grinta, la sua fisicità e la sua determinazione.

Quando ho giocato a San Siro ho chiesto la maglia a Samuel. Ma non è stato facile perché eravamo in 30 a chiedere le maglie.

Riti scaramantici? Sono molto religioso. Un segno della croce non guasta mai. Soddisfazione sportiva più bella? La vittoria contro il Piacenza ai tempi di Cesena che ci ha regalato la Serie A. Passatempo preferito? Stare in famiglia, con mia moglie, mio figlio e il mio cane. Cibo preferito? Pizza. Lavoro alternativo? Non so, mi sarebbe piaciuto viaggiare. Sogno nel cassetto? Giocare in Serie A, o almeno in qualche massima serie europea.

Appello ai tifosi? Continuate a sostenerci. Usciremo da questo momento difficile, continuate a venire allo stadio.

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