Esplode la festa a Cittadella, Foscarini: “E’ l’anno più bello”

Esplode la festa a Cittadella, Foscarini: “E’ l’anno più bello”

«Da nove anni sono allenatore del Cittadella, ma questo è l’anno più bello». Ne è proprio convinto, Claudio Foscarini: l’impresa scritta dalla sua squadra a Lanciano è degna di finire negli annali. «Tre mesi fa eravamo pienamente retrocessi», sottolinea l’allenatore granata, che a fine gara riceve i complimenti di Valentina e Gugielmo Maio, presidente e a.d. della Virtus, «ma non abbiamo mai mollato. Siamo ripartiti credendo in un miraggio, in qualcosa di più grande. In nove anni qui l’impresa non è stata né la promozione, né i playoff. Riagguantare la salvezza diretta è l’impresa, e un’impresa di gruppo». «Ci sono voluti mesi e mesi per ritrovare il feeling», prosegue Foscarini, «ma a volte in un gruppo scocca la scintilla. Non ci siamo rassegnati, non abbiamo accettato un destino che pareva segnato. Siamo ripartiti con un altro spirito e allora le vittorie e le prestazioni sono arrivate». La partita contro gli abruzzesi, che erano a caccia dei punti per entrare nei playoff è stata l’ultimo tassello del puzzle del girone di ritorno. «Un pareggio sofferto, abbiamo ottenuto un punto su un campo difficile», analizza il match. «Temevamo questa partita. La Virtus si giocava qualcosa di importante. Fare una partita difensiva avrebbe significato perdere e rischiare la salvezza. Nella seconda parte della gara siamo calati, abbiamo sofferto lanci e traversoni nel finale. Ma sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto». «Abbiamo giocato fino all’ultimo una partita allo spasimo», commenta il presidente granata, Andrea Gabrielli, che ripercorre a mente le ultime azioni da brivido. «I due cross finali nella nostra area mi hanno terrorizzato. Il Lanciano ha giocato sino in fondo, ma noi abbiamo fatto la nostra parte. I ragazzi ci hanno regalato la salvezza diretta, che è come aver vinto la Champions League. Il nostro campionato è partito praticamente due mesi fa, per noi è come averlo vinto». Il d.g. Stefano Marchetti ha lavorato molto più durante che all’inizio della stagione. «Gli innesti di gennaio hanno fatto la differenza, senza nulla togliere agli altri», sono le sue prime parole. E adesso la squadra è attesa da un lungo festeggiamento, iniziato già dopo la partita nelle strade di Cittadella. Il pensiero, però, va anche a chi non c’era. A fine gara i calciatori hanno indossato una maglietta con la scritta “Non mollare Andrea”, dedicata al centrocampista Paolucci, infortunatosi al legamento crociato del ginocchio sinistro contro l’Empoli. «È stato un bel gesto dei ragazzi», sottolinea Foscarini. «Andrea è stato protagonista dentro e fuori dal campo. Era giusto dedicare la salvezza anche a lui»

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