Foscarini: “Abbiamo sparato a salve”

Foscarini: “Abbiamo sparato a salve”

Altro debutto amaro. Un 2-0 pesante, un risultato che castiga la squadra di Foscarini forse oltre i propri demeriti, perché nel primo tempo è stato il Cittadella a fare la partita e a sfiorare il gol. Anche Viviani, tecnico del Portogruaro, ha ammesso che i granata, specie nel primo tempo, hanno «schiacciato la mia squadra nella propria metà campo». È mancata però la stoccata vincente: tutto bene (anche stilisticamente, se vogliamo) fino alla trequarti, salvo però mancare al momento decisivo, come sottolinea Claudio Foscarini: «Specie nella prima parte di gara, siamo riusciti a fare circolare bene la palla, ma l’abbiamo fatto troppo in orizzontale, senza invece cercare la profondità degli attaccanti. Le punte, infatti, venivano incontro al pallone, ma in questo modo risultavano sterili in fase conclusiva. Siamo stati costretti a cercare per troppe volte il tiro dalla distanza».

Foscarini ha usato un’espressione eloquente: «Con il Portogruaro abbiamo sparato a salve, l’ho detto ai ragazzi negli spogliatoi». Nel secondo tempo ancora possesso palla, ma minore velocità nella manovra: «Ho provato a cambiare le due punte per cercare qualcosa di diverso, ma nemmeno Arma è riuscito a trovare la conclusione. Bellazzini mi serviva più vicino all’area, dal momento che ha il guizzo giusto per saltare l’uomo e creare superiorità numerica, ma anche in questo caso non siamo stati fortunati». Punte spuntate, quindi: «In serie B serve più determinazione, più cattiveria». Il pallone d’oro per rimettere in carreggiata l’incontro la squadra di Foscarini l’ha avuto, con Perna sul finire del primo tempo. «Davanti al portiere poteva buttarla dentro – osserva il tecnico – Peccato, perché sull’1-1 nella ripresa sarebbe stata tutta un’altra partita».

Per certi versi, è stato migliore l’atteggiamento del Portogruaro. «È vero, loro sono apparsi più sciolti di testa, più sicuri sul rettangolo di gioco – continua Foscarini – Il Cittadella, invece, è sceso in campo contratto, e non è riuscito a sciogliersi per giocare come sa».

Decisivo, nella sfortuna, Gianluca Nocentini, che rivive l’autorete: «Dal corner di Cunico la palla è passata in mezzo a tre giocatori senza che nessuno riuscisse a prenderla, io quasi me la sono vista carambolare addosso e non sono riuscito a respingerla come avrei voluto». Anche Nocentini parla di un Cittadella senza mordente: «Loro hanno creato un’occasione e mezza e vinta la partita. Noi invece abbiamo costruito tanto ma siamo mancati al momento decisivo. Per vincere in una campionato difficile come quello di B serve più cattiveria, non solo in attacco ma in ogni zona del campo».

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