Foscarini ferma la corazzata Siena

Foscarini ferma la corazzata Siena

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Per fermare la marcia della corazzata Siena ci voleva la partita quasi perfetta. E così è stato. Riconoscere perciò i grandi meriti del Cittadella – che già si era esaltato nelle precedenti esibizioni con Torino e Novara – è il minimo che si possa fare.

Cuore, attenzione, corsa, tanta applicazione tattica e anche un pizzico di fortuna: questi i requisiti sfoderati dai granata, dal primo all’ultimo minuto, per disinnescare il temibilissimo potenziale offensivo della capolista. Ma potevano non bastare senza la parata-capolavoro di Villanova giusto al novantesimo. Una parata dal valore di un gol, dopo che sull’asse Kamata-Reginaldo (entrati da pochi minuti) gli ospiti erano riusciti una volta tanto a superare l’eccellente sbarramento difensivo della squadra di casa. Lo sgusciante angolano ha bruciato alle spalle un esausto Manucci e con un intelligente tocco all’indietro ha liberato l’accorrente brasiliano che appena dentro l’area ha impattato la sfera a colpo sicuro. Il tiro si sarebbe certamente insaccato sotto la traversa se l’estremo difensore granata non si fosse prodotto in un balzo prodigioso, deviando il pallone con la punta delle dita appena sopra la traversa. E tutto il Tombolato ha potuto tirare un grossissimo sospiro di sollievo, tributando poi un applauso liberatorio al portiere.

Quanto alla dea bendata, ha dato una mano al Cittadella poco prima del quarto d’ora della ripresa quando un sinistro di Mastronunzio, che si era liberato di forza dall’asfissiante marcatura di Nocentini, ha centrato in pieno in palo. Tutto il resto della gara è invece vissuto sulle perfette calibrature preparate per l’occasione da Foscarini e messe in pratica con rigoroso puntiglio dai suoi giocatori.

Azzeccatissima la mossa del tecnico di affidarsi al 4-4-2, modulo che garantisce la migliore copertura degli spazi e che di fatto per l’intero primo tempo ha soffocato la manovra avversaria. Notevole è stato il dispendio di energie dei granata, pronti a pressare anche con gli attaccanti in ogni zona del campo e a ripartire ogniqualvolta ne hanno avuto l’occasione. Non a caso il primo pericolo della gara (5’) lo ha portato Bellazzini, schierato a destra della linea dei centrocampisti, con un’azione in velocità conclusa da un rasoterra mancino bloccato a terra da Coppola. Lo stesso Bellazzini, colpito duro dall’ex Sestu, è stato costretto una decina di minuti dopo a lasciare il campo (al suo posto Job), ma anche senza il suo giocatore dotato di maggiore fantasia il Cittadella ha proseguito a testa bassa nella sua azione dirompente. Bloccato in tutte le sue fonti di gioco, il Siena si è fatto notare soltanto per un gol annullato a Calaiò (fuorigioco) ed è arrivato all’intervallo con le polveri più bagnate che mai.

Quasi fisiologico nella ripresa il calo d’intensità della truppa di Foscarini. E così le temibili bocche da fuoco della compagine toscana hanno avuto a disposizione qualche pallone in più per mettere alle corde la retroguardia di casa. Seppur con le gambe pesanti e le idee un po’ appannate per la stanchezza, il Cittadella ha comunque retto l’urto, non abbassando la guardia e anzi trovando ancora dentro di sè le risorse per riproporsi in avanti e non lasciare completamente l’iniziativa agli avversari.

Che il Siena sia una vera e propria corazzata costruita per andare direttamente in serie A è emerso in maniera ancora più lampante quando l’allenatore Conte è ricorso alla panchina. Vergassola, Kamata e Reginaldo i suoi cambi, giocatori che in qualsiasi altra squadra farebbero i titolari. È stato solo in questi frangenti, quando il traguardo del pareggio sembrava a portata di mano, che il Cittadella ha rischiato davvero grosso. Ma la prodezza di Villanova ha evitato una beffa che avrebbe gelato tutti.

Tre pareggi nel trittico terribile fanno tirare un grosso sospiro a Claudio Foscarini. Il tecnico granata arriva in sala stampa e scherzando chiede in premio la licenza di essere lasciato tranquillo. A stuzzicarlo gli viene fatto presente che Antonio Conte sostiene che il Siena avrebbe meritato non di vincere, ma stravincere. Foscarini tira fuori il suo migliore self control: «Stimo Conte come ottimo allenatore che sa dare alle sue squadre la sua impronta sia tecnica sia caratteriale. Ma della partita vede unicamente la sua squadra. Sapevamo che il Siena poteva metterci in difficoltà, credo però che il pareggio sia il risultato giusto. Loro hanno avuto poche occasioni importanti, ma io sono contento della prestazione del Cittadella che con un atteggiamento tattico offensivo ha disputato una buona partita. La fase difensiva è stata perfetta, mentre davanti è mancata in qualche ripartenza». Rispetto alle precedenti due gare in trasferta a Torino e Novara, aggiunge: «Abbiamo giocato bene per novanta minuti. Sono soddisfatto e la partita mi è piaciuta. Era la più difficile perchè bisogna considerare che il Siena attualmente è la squadra più forte per gioco e compattezza. Ha una difesa che nulla concede».

Sui singoli e sul modulo conclude: «Bellazzini sembra avere problemi agli adduttori. Speriamo si riprenda presto perchè siamo in emergenza da troppo tempo con 4-5 giocatori costantemente in infermeria. Chi viene chiamato si è sempre fatto trovare pronto. Di Roberto è stato premiato, sta attraversando un momento favorevole. Sul modulo siamo passati al 4-4-2 disponendoci speculari al Siena».

Sintetico il direttore generale Stefano Marchetti: «Pareggio giusto contro una grande squadra. È stato concesso poco da entrambe le parti. Una buona prestazione».

Soddisfatto anche il presidente Andrea Gabrielli: «Non è stata una partita spettacolare, il gioco è stato contratto e basato sulla fisicità, molto equilibrato a centrocampo. Era importante non perdere tanto terreno rispetto alla concorrenza in queste ultime tre partite. Ci siamo riusciti esprimendo un buon gioco di fronte ad avversarie molto quotate. Nelle prossime partite potremo riprendere a salire in classifica. Un punto guadagnato con il Siena, visti anche gli altri risultati. Bravissimo Villanova nel finale». Sul mercato, Gabrielli conclude: «I migliori acquisti sono il recupero dei nostri giocatori infortunati».

«Squadra ordinata e precisa – sostiene il vice Giancarlo Pavin – che ha rischiato poco dimostrando personalità di fronte a una grande. Cresce in maturità di partita in partita. Abbiamo avuto anche noi le nostre occasioni. Possiamo essere fiduciosi nel futuro».

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