FOSCARINI: “NOI PIU’ SERENI DEI BRESCIANI”

FOSCARINI: “NOI PIU’ SERENI DEI BRESCIANI”

Un cielo azzurro intenso e limpido con nuvoloni bianchi stile film western anni Sessanta. E un vento caldo che aumenta la sensazione di piacevolezza. Il Tombolato si presenta così per la seduta del Cittadella, prologo alla sfida di questa sera (ore 21, ritorno domenica) con il Brescia nell’andata della semifinale play off. Mito, leggenda, storia: la squadra granata affronta il match più importante in 37 anni di attività, oltre le aspettative e perfino oltre i sogni. Orgoglio e onore, sentimenti puri fuori da ogni retorica. Che in una cittadina di 20.000 abitanti trovano un meritato sviluppo esponenziale.

Ma Claudio Foscarini è proiettato all’immediato futuro anzichè vivere un presente pieno di gioia: «Abbiamo toccato l’apice una decina di giorni fa, e l’ho già messo alla spalle. E sono sorpassati tutti i complimenti che sono arrivati dai tifosi. Sono orgoglioso di quanto è stato fatto, ma guardo al presente, che si chiama Brescia, e alla concentrazione che bisogna avere».

Quale percentuale di suo ha immesso Foscarini per arrivare a questo punto? «So soltanto che lavoro dalla mattina alla sera, ma i giudizi sul mio operato devono arrivare dall’esterno. Sono pienamente soddisfatto da un punto di vista professionale, non lo nascondo».

Naturalmente è sempre importante conoscere il pensiero della mamma. «Non contentissima per la sconfitta a Torino, me l’ha fatta un po’ pesare… Non parla moltissimo, ma vive come tutti questo momento con grande entusiasmo».

Il Brescia, che domenica aveva dato appuntamento ai propri tifosi alle 20.30 in centro città per festeggiare la promozione diretta, ha invece ricevuto una batosta a Padova che va anche al di là del punteggio. Uno stimolo in più o uno stimolo in meno? «Il contraccolpo potrebbe avere qualche ripercussione al Tombolato, non essendoci troppo tempo per il recupero. Il Cittadella, rispetto alla squadra di Iachini, penso abbia maggiore entusiasmo e serenità. Però i lombardi dispongono di una struttura importante, così come è importante la griglia per giocare i play off, e ha giocatori esperti per questo tipo di partite. Credo che trasformeranno in rabbia la sconfitta patita all’Euganeo».

Stadio Tombolato verso il tutto esaurito: esaltante trampolino di lancio oppure trappola di tensione? «Mi auguro che non vi sia nemmeno un posto libero. Ho sempre sostenuto che queste situazioni aiutano i giocatori a crescere. E mi auguro anche un Rigamonti pieno nella partita di ritorno. E magari anche l’Olimpico di Torino o il Braglia di Modena per il Sassuolo». Naturalmente la scritta As Cittadella in gradinata questa sera non si vedrà nemmeno per un centimetri quadrato, coperta come sarà dai tifosi.

L’impresa più importante prima di questa datata 2009-2010, risaliva al primo campionato in serie B sotto la guida di Glerean, una salvezza raggiunta con quattro giornate di anticipo. Ora sono i play off guadagnati al penultimo turno di campionato. Esiste una completa consapevolezza di questa fantastica escalation? «Durante la settimana guardiamo i numeri, che sono significativi: 66 punti contro 50 dello scorso campionato, quarta migliore difesa, quarto migliore attacco». Lei sarà ora ansioso di darci la formazione. «Sì, ciao… Passiamo alla prossima domanda». Le scelte del tecnico granata sembrano comunque scontate, con l’unico dubbio in attacco tra Iunco e Bellazzini, con il primo che sembra partire favorito.

L’intera città partecipa a un evento storico: un esempio di vera comunità. «Siamo meravigliati, e anzi non siamo abituati a vedere tanta confusione per prendere i biglietti. Ma ci fa piacere. Verrà anche tanta gente non propriamente appassionata di calcio, per potere dire “c’ero anch’io”». O – questo è l’augurio – “ci sarò anche alla prossima”, dopo una felice conclusione del doppio match con le rondinelle.

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