Foscarini: “Ora dipende tutto da noi, mi aspetto un Tombolato pieno. Lascio come Ferguson? Presto per dirlo”

Foscarini: “Ora dipende tutto da noi, mi aspetto un Tombolato pieno. Lascio come Ferguson? Presto per dirlo”

Queste le dichiarazioni di Claudio Foscarini rilasciate ieri durante la nostra trasmissione: “Cittadella padrone del proprio destino? Si, e non è poco – ha esordito l’allenatore granata, che sabato incontrerà l’Ascoli in un drammatico scontro salvezza – Perché vincere sabato vuol dire chiudere tutti i discorsi. L’obiettivo della società è di salvarsi; l’anno scorso ci siamo salvati a due giornate dalla fine, quest’anno suderemo un po’ di più. La squadra aveva fatto 29 punti nel girone di andata e ripetersi nel girone di ritorno significava lottare per i play-off, o almeno far parte della prima metà della classifica. Ma se facciamo una seconda parte di stagione non positiva, i risultati vengono a mancare. Atteggiamento naive a Empoli? Non possiamo pensare di poter avere le stesse occasioni di una squadra quotata come l’Empoli. Giocando contro squadre più forti è necessario sfruttare qualsiasi opportunità che si presenti. Le tre sconfitte consecutive? Non credo sia un fatto di pressione. Dopo la vittoria contro la Juve Stabia, ci siamo rilassati un po’ troppo, e non è la prima volta che succede. E una partita, poi, può condizionare l’altra: abbiamo perso a Varese e contro la Reggina, andando con uno spirito non sereno ad Empoli. Sarebbe veramente un dispiacere non disputare un derby veneto l’anno prossimo. Sabato? Contro l’Ascoli sarà una partita secca  e delicata, mi aspetto un Tombolato pieno: abbiamo bisogno di tutto l’appoggio possibile dei nostri tifosi. Questa squadra, al di là di qualche errore di troppo, ci ha sempre messo il cuore e l’impegno e merita di rimanere in questa categoria. Probabilmente diversi dei miei ragazzi sentiranno la partita: sarà compito mio quello di portare la tensione giusta alla squadra, in modo da affrontare nel migliore dei modi la partita e centrare il nostro obiettivo. L’assenza di Di Carmine? L’ammonizione forse era evitabile, ma sono fiducioso di tutti i nostri attaccanti. Futuro? Sapete cosa ne penso, non ho mai dato troppo peso ai contratti. Questo è già l’ottavo anno che sono a Cittadella e non me ne sono reso conto. Anche perché, quando fai qualcosa che ti piace, c’è entusiasmo e il tempo vola. Certo, mi chiamano il Ferguson del Piave e adesso l’alleantore inglese ha lasciato… Parlando ieri con il mio staff, abbiamo notato che avremmo avuto la possibilità di chiudere il campionato in anticipo, e questo è un segno del buonissimo lavoro che abbiamo fatto. Il campionato di quest’anno? Penso che sia stato davvero interessate, ho visto belle partite anche sotto il lato tecnico. E trovarsi fino alla fine a lottare per la salvezza e per la promozione è sintomo di un torneo competitivo”

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