Gabrielli spiega il cambiamento: “Non avevamo scelta”

Gabrielli spiega il cambiamento: “Non avevamo scelta”

Non c’è memoria storica nel Cittadella di un rinnovamento così radicale della rosa dei giocatori. Stefano Marchetti stavolta non ha giocato di fioretto nell’attesa delle opportunità da cogliere, magari all’ultimo momento, per pochi e mirati ritocchi. Ha usato l’ascia per una potatura piuttosto netta e repentina. Un nuovo ciclo. Eppure la forza del Cittadella è stata sempre il gruppo. Un gruppo ora da plasmare a nuovo contando nel solito ambiente che è favorevole e nei giocatori della vecchia guardia rimasti: poche ma affidabili sementi per un nuovo (e si auspica prospero) raccolto. Bisogna ora restaurare quello spirito di gruppo che ha sempre caratterizzato lo stile granata, o meglio ricrearlo per dirla con il presidente Andrea Gabrielli: «Più che restaurare direi proprio ripristinare o ricreare quella armonia del lavorare assieme remando tutti compatti verso lo stesso traguardo. Lo so che non è facile, ma conto nella competenza e nell’esperienza di Stefano Marchetti e Claudio Foscarini. Vedo il primo che sta lavorando bene e con grande entusiasmo, mentre il secondo sta condividendo le scelte e ha sempre dimostrato di saper cavare fuori il meglio da ciascun giocatore.

Queste le difficoltà maggiori secondo il patron granata: «Sarà necessario passare da una conoscenza indiretta a quella diretta attraverso il lavoro del campo. Foscarini è un maestro nel far capire le positività del nostro ambiente e compattare il gruppo. Certamente ci vorrà del tempo per cui il prossimo anno sarà soprattutto una semina in vista di un raccolto successivo».

MERCATO PROLIFICO. Marchetti si è mosso con una rapidità sorprendente centrando tutte le “prime scelte” che si era prefissato. Tanti giovani di qualità, come sottolinea il presidente Gabrielli: «Sono convinto che il nostro direttore ha svolto un ottimo lavoro a 360 gradi sia in entrata sia in uscita. È stato bravo perchè viviamo ancora in un mercato difficile per scarsità di disponibilità economiche. Centrare i propri obiettivi in queste condizioni non è facile. Il Cittadella è diventato appetibile per scambi un tempo inavvicinabili, penso ad esempio al Milan. Società blasonate ci cercano con priorità per valorizzare giovani talenti. Questo ci fa onore e rende merito al lavoro paziente di questi ultimi anni. C’è una curiosità crescente che mi auguro stimoli una crescita ulteriore anche nel nostro hinterland con nuove forze e nuovi tifosi».

AVVISI TARDIVI. Qualche mugugno fra i giocatori non confermati non preoccupa il presidente. «Chi aveva il contratto in scadenza al 30 giugno lo sapeva benissimo, come pure sapeva che il discorso rinnovi veniva dopo altre operazioni di mercato. Mi duole ancora non avere potuto rinnovare il contratto a giocatori che sono stati le nostre bandiere. Ma non si è potuto fare diversamente. Ritengo la scelta fatta oggettiva e equa. È stato un taglio radicale, ma si è preferito farlo quest’anno. Sono convinto che tutti troveranno una collocazione appropriata e c’è la nostra disponibilità nell’aiutarli. Qualche piccola amarezza nel separarci non altera anni di grande positività. Tutti mi hanno salutato senza rancore; certo con amarezza per entrambe le parti, ma con reciproca riconoscenza».

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