IL CITTADELLA VUOLE RISCRIVERE LA STORIA

IL CITTADELLA VUOLE RISCRIVERE LA STORIA

Stasera a Lecce con il Gallipoli inizia il “campionato 2” del Cittadella. Un mini torneo di otto giornate in cui c’è solo da guadagnarci, e in palio ci sono un posto per la promozione diretta in serie A, e l’accesso ai play off.

È tutto vero: non ci sono scherzi né stiamo sognando. Il Cittadella a quota 51 ha archiviato il discorso-salvezza, e ora può concentrarsi su obiettivi impensabili a inizio stagione. È tutto nelle mani della squadra di Claudio Foscarini. «Apriamo questo nuovo ciclo di partite con il Gallipoli – afferma il tecnico granata – Adesso si gioca per qualcosa di estremamente gratificante, vedremo se il Cittadella sarà in grado di lottare anche su questo fronte». Sulla carta l’impegno di Lecce è di quelli agevoli, contro la penultima forza del campionato, ma Foscarini non si fida: «Adesso comincia il bello, ma arriva anche la parte più difficile della stagione. La trasferta di Lecce nasconde diverse insidie, prima fra tutte quella di sottovalutare l’impegno, magari inconsciamente. La partita invece va affrontata con lo stesso spirito che ci ha condotto così in alto in classifica». A dispetto della posizione in graduatoria, quella di Ezio Rossi non è una squadra sprovveduta: «Domenica mi sono visto la registrazione di Frosinone-Gallipoli, e l’unica differenza è che il Frosinone ha fatto i gol, il Gallipoli invece no». Tra l’altro la squadra pugliese è l’unica che abbia espugnato il Tombolato: all’andata è finita 2-1 per il Gallipoli. «Motivo in più per cercare la rivincita a Lecce – continua Foscarini – Sappiamo che per riuscirci dovremo lottare su ogni pallone». Il Cittadella si ritrova a due punti dalla zona promozione, e a quattro dal secondo posto, quello che garantisce il passaggio diretto alla massima serie. Ma Claudio Foscarini ha cominciato a fare due conti? «Sinceramente no. Conosco bene il calendario, qualcuno dice che ci è favorevole, ma non ho mai fatto tabelle, non ne sono neanche capace. Il Cittadella vive alla giornata, partita dopo partita, cercando di trarre il massimo profitto da ogni incontro disputato. I conti li faremo soltanto alla fine».

Il calendario granata prevede il confronto con squadre che lottano per la salvezza, e i “cugini” del Padova aspettano qualche favore dal Cittadella. «Se avremo l’opportunità di farlo, tanto meglio, ma prima di tutto devo pensare alla mia squadra. Il Padova visto nel derby ha i mezzi per cavarsela da solo, qualitativamente è superiore a tante dirette concorrenti». Il cambio di allenatore? «Secondo me gli avvicendamenti in panchina non aiutano la squadra. È il mio pensiero personale, ma so bene che il destino degli allenatori è legato ai risultati».

Il turno infrasettimale richiede uno sforzo doppio rispetto al solito, ma a Lecce non è previsto il turnover. «Proprio perché non facciamo calcoli, i miei pensieri sono rivolti solo alla gara di Lecce, per quella di sabato prossimo farò le opportune considerazioni».

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