Livorno-Citta, l’arbitro-scandalo ha rapporti di lavoro con gli amaranto

Livorno-Citta, l’arbitro-scandalo ha rapporti di lavoro con gli amaranto

Ostinelli dirigente dell’azienda che produce i campi sintetici per la società  toscana

Un arbitro che sbaglia? Non c’è niente di strano, cose che succedono tutte le settimane. E difatti non sono mica i due errori di Ostinelli quelli che stupiscono. A destare curiosità è semmai il fatto che l’arbitro di Livorno-Cittadella, 31 anni, di mestiere faccia il dirigente di un’azienda, la Limonta Sport con sede a Cologno al Serio (Bergamo), che produce campi da calcio in erba sintetica. Ne ha realizzati tanti in Italia, e anche per società di calcio professionistiche come il Milan o l’Empoli e la Reggina che giocano in serie B. Bene: tra tutti questi campi in erba sintetica, la Limonta ne vanta due anche costruiti a Livorno: uno per la società Armando Picchi e l’altro per la Collesalvetti. Che è una società giovanile con legami talmente stretti con il Livorno da esserne considerata una società satellite, anzi di più: è praticamente parte della società stessa.

Un po’ anomalo (no?) che un arbitro che ha rapporti di lavoro con una società di calcio sia designato a dirigerne le partite. Tantopiù un Livorno in crisi di risultati, che non vinceva in casa dal 25 aprile, e che fino alla partita con il Cittadella era oltretutto decisamente in credito quanto ad arbitraggi: con il Siena, ad esempio, gli avevano segnato un gol irregolare, mentre con il Vicenza gliene avevano annullato uno buono. Fino a domenica, appunto. Ora, con i due “mani” non visti a Cittadella, dovrebbe aver pareggiato i conti. Non così il Citta, che non si consola certo per il 5 in pagella affibbiato all’arbitro dalla Gazzetta dello Sport. Nè per l’onesta ammissione di Iori a fine partita. “E’ vero – ha detto l’ex – il rigore poteva starci”.

 

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