Cittadella, 160 invitati nella villa dei Gabrielli: “Tradizione per le grandi occasioni”

Cittadella, 160 invitati nella villa dei Gabrielli: “Tradizione per le grandi occasioni”

Un anno particolare. E per farlo, la famiglia Gabrielli ha aperto le porte della propria residenza accogliendo squadra, staff, società e collaboratori del Cittadella nella festa di fine stagione. L’ultima volta era successo nell’estate del 2008, per volontà di papà Angelo, dopo la promozione dalla C alla B appena conseguita. «Papà destinava serate simili a momenti importanti e questo lo è, perché abbiamo realizzato qualcosa di grande», ha sottolineato il presidente Andrea, alle spalle l’incantevole giardino della villa, che ha accolto circa 160 invitati. «Gruppi come questi non nascono ogni anno e così ora non posso che ringraziare tutti e in primis Venturato, che è cresciuto e ci ha fatto crescere, e poi Marchetti, perché tenendolo qui ho vinto il mio piccolo campionato. Ora dovremo ritrovare stimoli e motivazioni, ma sono convinto che stupiremo ancora». Abbracci sinceri a fine serata tra i giocatori, perché l’incontro è coinciso con il loro “rompete le righe”. Tra i momenti divertenti, lo spontaneo capannello che si è creato dietro a un cellulare che stava trasmettendo gli ultimi concitati minuti di Frosinone-Carpi, con gli uomini di Castori capaci di volare in finale playoff in 9, tra i «non ci possono credere» dei presenti. Scaglia camminava con le stampelle per la frattura alla tibia rimediata nel derby, e mancavano gli azzurrini Varnier, Valzania e Vido, peraltro tutti al centro del “mercato”: il primo ha diverse pretendenti ma partirà solo al giusto prezzo, il secondo pare destinato a rientrare all’Atalanta, per il terzo occorrerà discutere il prestito con la nuova proprietà del Milan. Riguardo a Kouamé, il dg Marchetti è pronto a riscattarlo dal Prato, anche se occorrerà sborsare una cifra importante. C’è poi chi dovrà discutere la sua posizione, come Pascali, il cui contratto scade: «Vorrei restare, credo ne parleremo all’inizio della prossima settimana», le parole del difensore. Tra gli interventi più attesi, quello di Marchetti, dopo il no al Chievo: «Mai come quest’anno ho sognato di poter realizzare un’impresa. Per mille motivi non ci siamo riusciti, ma l’orgoglio rimane. Il primo applauso è per il mio allenatore: su Venturato c’era chi storceva il naso perché è arrivato da categorie inferiori, ma io credo che se uno è bravo è bravo ovunque, e lui lo è. E poi c’è la squadra che non si vede: i dottori, i magazzinieri, i massaggiatori, gli addetti al campo, che amano il Cittadella con un senso di appartenenza commovente. Se ho scelto di rimanere l’ho fatto anche pensando a loro. Ringrazio una famiglia, i Gabrielli, per cui la stretta di mano vale più di qualsiasi contratto, e Angelo, che ci guarda da lassù proprio come un angelo. L’ultima parola, sulla mia decisione, l’ha detta lui». (Articolo integrale su Il Mattino).

Le parole di mister Venturato, dopo il rinnovo di contratto:

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