Cittadella, il pagellone della stagione: ecco tutti i voti ai granata

Cittadella, il pagellone della stagione: ecco tutti i voti ai granata

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Il Cittadella ritorna in serie B a distanza di una sola stagione. Grande cavalcata dei ragazzi di Venturato che conquistano l’aritmetica promozione con tre giornate d’anticipo e allo stesso tempo escono sconfitti solo in finale nella Coppa Italia di Lega Pro. Una stagione emozionante che riviviamo attraverso i voti ai protagonisti del trionfale cammino granata.

Alfonso: Qualche problema fisico ad inizio stagione ne condiziona il rendimento; poi prende con sicurezza in mano le redini della difesa granata dentro e fuori dal campo. Pierobon che lo allena tutti i giorni ha detto che è in continuo miglioramento e le parate mostrate nel finale di stagione gli danno ragione. Top player nel lanciare i cori e nel far esplodere la festa. Voto 7,5

Vaccarecci: Una sola gara di campionato, la prima contro il Cuneo. Poi tanto lavoro alle spalle di Alfonso e la Coppa Italia come vetrina dove comunque ha mostrato qualità e ha aiutato a portare la squadra in finale. Parte integrante del gruppo, caratteristica fondamentale per un dodicesimo uomo sul quale avere fiducia. Voto 6

Salvi: Titolare per gran parte di stagione sulla destra ha il merito di fornire un paio di assist importanti. Una piccola flessione solo dopo metà campionato, fisiologica per chi in campo non si risparmia mai e lotta su ogni pallone. Voto 7

Pascali: Tornato in Italia per vincere il campionato; obiettivo raggiunto al primo tentativo con tre giornate d’anticipo: finalmente potrà giocare nella serie B italiana. Venturato ha da subito l’intuizione di spostarlo al centro della difesa e con Scaglia forma una coppia che definire rocciosa è riduttivo. La sua assenza per infortunio in un paio di momenti della stagione si fa sentire. Segna due reti importanti nei “derby” con Padova e Bassano. Fondamentale anche fuori dal campo. Voto 7,5

Scaglia: Con lui e lo “scozzese” Pascali al centro della difesa la squadra ne guadagna in sicurezza e si vede. Un giocatore che probabilmente non sfigurerebbe nemmeno in alcuni reparti arretrati della serie A; prende fiducia con l’avanzare della stagione e la sua presenza a difesa della porta diventa imprescindibile. Da sottolineare che oltre all’espulsione rimediata con la Cremonese viene ammonito una sola volta in tutto il campionato, non una cosa da niente per un difensore centrale. Voto 7,5

Benedetti: Ci mette un po’ a carburare ma l’impressione è che nel finale di stagione sia tra i più in forma. Tanta corsa e un sinistro velenoso sono le qualità che gli permettono di prendersi la fascia sinistra della difesa granata e diventarne il padrone. Spesso meglio in versione offensiva che quando deve difendere, regala due assist d’oro che risulteranno decisivi contro la Reggiana e con il Pordenone nel finale della gara del trionfo. Voto 7

Cappelletti: Il difensore goleador che tutti gli allenatori vorrebbero. Inizia la stagione con i postumi delle Universiadi (vinte) in Corea del Sud. Pian piano ingrana e ritrova la forma giusta; quando viene chiamato in causa risponde presente ed è pure decisivo in zona gol con 2 reti in campionato e 2 in coppa, tra le quali alcune anche di pregevole fattura. Voto 7

Nava: Arrivato a gennaio dall’Ascoli. Trova subito spazio e piace per diligenza e spirito di sacrificio. Un classico giocatore del quale ci si può fidare e per un giovane arrivato a stagione in corso non è per nulla scontato. L’utilità fatta a giocatore. Voto 6,5

Donazzan: Stagione travagliata per problemi di pubalgia che ne condizionano gran parte del campionato. Dà comunque il suo contributo e nel girone d’andata trova spazio da titolare in vittorie importanti come nel derby e contro l’Alessandria. Voto 6

De Leidi: Ha il non facile compito di non far rimpiangere Scaglia e Pascali quando sono assenti. Dopo la non indimenticabile prestazione con il Sudtirol non si abbatte e con buone prestazioni pone la propria pietra aiutando la squadra all’inizio della serie di undici vittorie consecutive. Voto 6

Iori: Il capitano di un gruppo fantastico. Mette talento ed esperienza al servizio della squadra. È insieme il braccio e la mente di Venturato in mezzo al campo. 5 reti alcune delle quali d’importanza vitale come quella allo scadere contro il Pavia. È d’esempio per i più giovani, un leader che parla con i fatti più che con le parole. Non è un caso che il Citta rimedi due sconfitte nelle uniche due partite in cui non scende in campo. Voto 8

Schenetti: Tanta sostanza e qualità. Riuscisse ad abbinarle con più continuità ci troveremmo di fronte a un giocatore dalle potenzialità enormi. Rispetto al passato ha indietreggiato un po’ la sua posizione ma non ha perso senso del gol e tempi d’inserimento. Tre reti, nove punti. Oltre a qualche assist qua e là, tanto per gradire. Curiosamente ha segnato sia all’andata che al ritorno alla Giana regalando due 1-0 fondamentali per i granata. Venturato non ne ha potuto fare a meno. Voto 7

Paolucci: Fino all’ultimo la scorsa estate sembrava sul procinto di partire seguendo le orme di Busellato e Pellizzer. Invece resta e si fa sentire fino a quando può, ovvero per tutto il girone d’andata al termine del quale un problema all’adduttore lo mette fuori gioco per quasi tre mesi. Torna giusto in tempo per partecipare alla festa ma il suo contributo, vedi gol da tre punti alla Cremonese, è stato comunque tangibile. Voto 6,5

Zaccagni: Altra geniale intuizione invernale di Marchetti. La sensazione è che abbia tutto per diventare un centrocampista di grande livello, sia dal punto di vista fisico che tecnico; peccato che probabilmente l’anno prossimo giocherà la B con il Verona. Da quando è arrivato in granata o dall’inizio o a partita in corso Venturato lo ha sempre utilizzato, lui lo ha ripagato con 3 assist e con prestazioni molto spesso sopra la media. Voto 7

Bobb: Un altro giocatore bloccato da un infortunio probabilmente nel suo momento migliore. Stava trovando continuità e spazio nel centrocampo granata quando il terribile incidente accorsogli alla prima di ritorno contro il Cuneo gli ha tarpato le ali. Un girone è comunque bastato per permettergli di trovare una rete importante contro il Pavia e un assist nel derby, oltre a certificarne il consueto impegno dal punto di vista della quantità. Voto 6,5

Lora: L’uomo del destino, simbolo che il duro lavoro paga, sempre. Poco impiegato nel girone d’andata nel ritorno trova più spazio e sigla 4 reti tutte decisive con la ciliegina sulla torta della prodezza allo scadere contro il Pordenone. Mette la firma sul trionfo ma non solo, quando è ora porta anche la croce senza mai lamentarsi. Voto 7,5

Minesso: A fasi alterne. Mandato in campo spesso in ruoli non tagliati su misura per le sue caratteristiche si mette a servizio della squadra e del gruppo. Segna un gol che vale oro nel finale della gara d’andata contro l’Alessandria, e quando entra dà sempre il suo impegno per la causa. Si toglie qualche soddisfazione in coppa dove segna un gol pesante in semifinale con la Spal, tanto per sottolineare che le qualità restano sempre di livello. Voto 6,5

Sgrigna: Paga l’infortunio estivo che lo tiene fuori per il primo scorcio di stagione. Al rientro la squadra è fatta e funziona alla grande, toccarla sarebbe stato un delitto. Si ritaglia comunque il suo spazio, tra il ruolo di vice Iori o quello di vice Chiaretti. Gol al Bassano in coppa e assist nella vittoria di Mantova in campionato tra gli highlights della sua annata. Voto 6,5

Chiaretti: L’uomo in più arriva da oltreoceano, dalla terra carioca spesso fucina di grandi talenti. Arrivato a fine mercato quasi in punta di piedi si rivela ben presto come l’arma perfetta per scardinare le difese avversarie. 6 reti, qualche assist qua e là e tanta fantasia al servizio della squadra. Alla pari di Alfonso le gioca tutte (tranne l’esordio con il Cuneo) anche se Venturato lo toglie praticamente sempre a gara in corso. Una piacevole scoperta per il pubblico granata, da ammirare come la sua rete gioiello nella serata di festa con il Pordenone. Voto 7,5

Jallow: Un diamante grezzo al suo arrivo da Verona sponda Chievo; Venturato ne capisce le qualità e lo modella quel tanto che basta per renderlo utilissimo alla causa. Giudicarlo dai gol, pur se attaccante, sarebbe sbagliato visto la mole di gioco che crea con il suo movimento. Le 4 reti che mette a segno sono tutte da 3 punti; il brutto infortunio dell’amico per la pelle Bobb sembra dargli una carica vista troppo spesso a corrente alternata durante la stagione, ma la sua firma sulla promozione, nonostante i 21 anni, c’è eccome. Voto 7

Litteri: Giocatore di categoria superiore. Un attaccante con le sue caratteristiche, fisiche e tecniche, in Lega Pro è merce rara. Sfodera prestazioni di alto livello durante tutta la stagione e non è un caso che Venturato lo abbia utilizzato in ogni singola partita, anche quando non in perfette condizioni. I 12 gol messi a segno sono solo la punta dell’iceberg nella moltitudine di cose utili che fa per la squadra. Voto 8

Bizzotto: Il giovane attaccante che tanto bene ha fatto in Primavera (e che ha esordito con gol in serie B la scorsa stagione) si presenta a inizio stagione con un poker al Potenza in Tim Cup che probabilmente gli varrà il titolo di capocannoniere della manifestazione. Una bella soddisfazione per un ragazzo di 19 anni che mette il suo timbro anche nella cavalcata in campionato con 3 reti e altrettanti assist. Difetta un poco di continuità, ma per un ragazzo della sua età, sulle cui tracce pare ci siano già società di serie A, stupirebbe il contrario. Voto 7

Bonazzoli: Marchetti lo porta a Cittadella nel mercato invernale perché la squadra manca di un giocatore con le sue caratteristiche. A conti fatti è un affare e si rivela utile grazie alla sue esperienza e a giocate come l’assist per Iori nel 3-2 sul Pavia. Un infortunio gli impedisce di godersi il finale di stagione dal campo ma è un altro il cui aiuto, spesso sottoforma di lavoro oscuro anche se per pochi minuti, è risultato prezioso. Voto 6

Coralli: Il bomber non molla mai. L’idea di squadra che ha in mente Venturato non prevede molto spazio per un giocatore d’area come lui. Poco male, a suon di gol in coppa (10 in quella di Lega Pro di cui ha vinto il titolo di capocannoniere, 2 in Tim Cup) si ritaglia il suo spazio anche in campionato e nel finale di stagione trova la via della rete nella vittoria di Mantova e all’ultimo minuto nella festa del “Tombolato” contro il Pordenone, quasi il destino voglia rendergli il giusto tributo per essere diventato il miglior marcatore di tutti i tempi della storia del Cittadella. Voto 7

Amato, Caccin, Varnier, Xamin, Maniero, Zonta: Impiegati alternativamente nella Coppa Italia di Lega Pro hanno dato un valido contributo aiutando la squadra a raggiungere la finale poi persa con il Foggia. L’ottima organizzazione societaria si vede anche dal lavoro svolto con i giovani e in granata ce ne sono davvero di interessanti: a Cittadella anche il futuro è radioso. Voto 6,5

Venturato: Scaccia tutte le perplessità sul suo conto conducendo la squadra a una meritata promozione con tre giornate d’anticipo, nel post-Foscarini non era per nulla semplice. Inculca ben presto la sua idea di calcio alla squadra e i frutti non tardano ad arrivare, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. Nelle rare occasioni di appannamento trova il modo giusto per far si che la squadra si rialzi sempre al momento giusto. Crea un gruppo davvero unito, e concede spazio a tutti tra campionato e coppa; vince con discreta sicurezza il primo, mentre è tradito da alcune sue scelte a Foggia nella finale d’andata della seconda. Volere di più è obiettivamente troppo. Sarà anche vero che la società gli ha affidato una fuoriserie ma lui la guida come meglio non si potrebbe. Voto 9

Marchetti: Costruisce la squadra in estate con la solita oculatezza e intelligenza e dopo una retrocessione non è mai facile. Punta sulla voglia di rivalsa di alcuni elementi scesi dalla serie B e puntella la squadra con inserimenti mirati e azzeccati come Litteri e Chiaretti. Riporta a casa un motivatissimo Iori e pesca un Pascali con una gran voglia di vincere, perché l’esperienza della spina dorsale è sempre fondamentale per vincere un campionato. Che nella serata più bella si defili per gioire in privato dopo aver riportato il Cittadella dove gli spetta ci sta. Che sia un addio, un arrivederci o un semplice “torno subito” si vedrà, quel che è certo è che tutta Cittadella gli deve un grande “Grazie”. Voto 9

Gabrielli: Passione e umiltà a servizio della squadra, non serve aggiungere altro. Voto 10

 

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