Cittadella, ipoteca sulla B: negli ultimi cinque anni, nessuno come i granata

Cittadella, ipoteca sulla B: negli ultimi cinque anni, nessuno come i granata

Numeri importanti per la squadra di Venturato, ma c’è un doppio impegno alle porte da non sottovalutare

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Nessuno come questo Citta. Lo dicono i numeri. A spulciare tra le statistiche delle ultime cinque stagioni nei vari gironi della Lega Pro, si scopre che i 7 punti di margine che la banda di Venturato ha saputo frapporre tra sé e il secondo posto, ora occupato nel Girone A dalla coppia FeralpiSalò-Pordenone, sono il massimo vantaggio mai raggiunto dalla squadra in testa alla classifica sulla concorrenza dopo 21 giornate. L’unica altra squadra capace di tenere il passo di capitan Iori e compagni è la Spal (ieri sera ha giocato con il Pontedera), che sta dominando il girone B. Ma, se si considera che proprio il girone A è considerato dalla maggioranza degli esperti come quello più equilibrato e tecnicamente quotato, questi numeri acquistano ancora più valore. ASPETTIAMO MAGGIO. Premessa d’obbligo: essere davanti adesso conta relativamente. E quanto accaduto nella scorsa annata lo chiarisce: nella stagione 2014-2015, quella in cui Prima e Seconda Divisione sono state raccolte in un’unica “Serie C” vecchio stile, dopo 21 giornate al comando del girone A c’era il Pavia, con 40 punti, seguito da Bassano e Alessandria a 38. E non occorre la memoria di Pico della Mirandola per accorgersi di come nessuna delle tre sia stata promossa in B a fine campionato, anche se di mezzo c’è stata la vicenda del Novara penalizzato e poi graziato. Di esempi del genere se ne potrebbero offrire parecchi. Perché per una Virtus Entella e per un Perugia al comando dei rispettivi gruppi con tre punti di distacco sulle seconde dopo 21 turni della stagione 2013-2014, e in testa pure a fine torneo, fioccano in contrapposizione casi di rimonte clamorose, come quella firmata dallo Spezia di Michele Serena nell’annata 2011-2012: alla 21esima i liguri erano terzi, staccati di 6 lunghezze dal Trapani, ma 13 giornate dopo in vetta alla classifica c’erano proprio loro. Il tutto senza star lì a citare le imprese di chi è stato promosso attraverso i playoff, dal Como dello scorso anno, ottavo a questo punto del cammino, al Carpi di Castori, settimo nella stagione 2012-2013. MA 7 SONO TANTI. Soffermandoci sulle ultime cinque stagioni il dato s’impone però agli occhi. Per trovare una squadra che, dopo 21 partite potesse godere di un margine così ampio sulle inseguitrici bisogna tornare all’anno di grazia 2012 e operare tutti i distinguo del caso: nel girone A la Ternana, poi promossa nella categoria cadetta da prima, stava in cima a quota 47, appunto con 7 lunghezze di margine sul Taranto che, però, era stato penalizzato proprio di 7 punti e che, stando ai risultati conseguiti sul campo, si sarebbe ritrovato in testa a pari merito. In tutti gli altri casi il divario era più ridotto. Insomma, i numeri dicono che gli uomini di Venturato stanno costruendo qualcosa di importante. «ADESSO IL DIFFICILE». Vero è che i prossimi turni per Iori e soci, che riprenderanno gli allenamenti questo pomeriggio al Tombolato, sembrano oggettivamente impegnativi. Lo ha ricordato lo stesso d.g. Marchetti su queste colonne: «Dalla gara col Pavia di lunedì sera al derby col Padova della domenica, dopo ci prepariamo ad affrontare sfide difficilissime». Parole a cui si sommano quelle spese recentemente da Venturato nei confronti dello stesso Padova: «Una squadra che si è rafforzata con il mercato di gennaio e che ha le potenzialità per rientrare in corsa nell’alta classifica». Quindi, guai ad abbassare la guardia. Però, intanto, a +7 ci sta il Citta. E gli altri lo possono solo guardare dal basso. (Da Il Mattino, Diego Zilio)

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