Cittadella: Lora ringrazia Dio, Chiaretti se l’era sognato

Cittadella: Lora ringrazia Dio, Chiaretti se l’era sognato

Gioia sfrenata e prosecco a fiumi tra i giocatori. Litteri lamenta due rigori, Pascali diventa… Pascaloso

Finisce con il popolo granata che si riversa in campo. Finisce con Enrico Alfonso che si arrampica sulla traversa e, da vero aizzapopolo, guida i tifosi nel canto già alzato al cielo dopo la vittoria sul Lumezzane di qualche settimana fa. «Volete che il Citta perda?», l’incitamento goliardico del portiere granata ai sostenitori. «No», la replica dei presenti. «Allora volete che il Citta pareggi?». Altro «No» la risposta. «Ma allora volete che il Citta vinca?». «No» continua il duetto. «Come no, ma allora… cosa volete?». E i tifosi, in coro: «Noi vogliamo la f..a a volontà!». E nessuno può certo offendersi in una serata magica come questa. Finisce con Filippo Lora che scherza: «Se stavolta mi date meno di 7 in pagella, vi entro dritto sulla gambe! Non so se è stato un gol più bello o più importante, diciamo alla pari», scherza poi, per tornare subito serio e tirar fuori la dedica che non ti aspetti: «La dedica va al Signore, che ha permesso tutto questo». Tutto intorno il prosecco scorre a fiumi, e i tifosi reclamano selfie con la stessa facilità con cui sino a qualche minuto prima pretendevano il gol. Intorno a “Ciccio” Coralli c’è forse il capannello più numeroso. «Ho segnato nella gara che vale la promozione come otto anni fa, ma allora, confesso, sentivo di più la partita» racconta, «perché all’epoca il risultato era più incerto, stavolta invece sapevamo che questa promozione sarebbe arrivata. Però è bello essere andato in rete ancora una volta nella gara decisiva. Avevo realizzato un gol simile a questo l’anno scorso contro il Pescara, il dribbling e il tiro a rientrare non sono una novità». Per Lucas Chiaretti «questa è stata la prima promozione vera della mia carriera, mi era già capitato con il Taranto di salire di categoria, ma poi la società era fallita e non me la sono goduta sul serio. Da tempo», confessa il brasiliano, «aspettavo di realizzare un gol come questo, ma sentivo che sarebbe arrivato presto, perché in settimana ero proprio carico». Poco più in là Gianluca Litteri bacia la sua Deborah, e spiega: «Per fortuna non sono stati decisivi, ma secondo me c’erano due falli da rigore su di me. Sono queste le soddisfazioni che rendono bello questo mestiere». Manuel Pascali ha accanto sua madre, che gli passa al telefono il fratello, e lui risponde: «Guarda che ti aspetto qui a festeggiare, eh!». Poi torna tutto per i tifosi: «Ci abbiamo creduto, non sarebbe stato giusto terminare la gara sull’1-1. Questo risultato è il premio per il tanto lavoro svolto, un lavoro che non si vede ma che ha dato i suoi frutti». Attorno ha gli amici venuti a trovarlo da Milano, la sua città. Gli hanno confezionato anche una bandiera ad hoc, bianca, con impresso il suo volto e la scritta: Pascaloso. Come favoloso. Come questa serata, che Cittadella non dimenticherà. (Da Il Mattino)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy