Cittadella-Pisa, Arrighini: “Per me gara speciale. Dobbiamo tornare a ricreare l’entusiasmo di inizio campionato”

Cittadella-Pisa, Arrighini: “Per me gara speciale. Dobbiamo tornare a ricreare l’entusiasmo di inizio campionato”

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Chi sentirà di più la partita con il Pisa nella truppa di Venturato? Risposta facile, come Valzania con il Cesena toccherà questa volta ad Arrighini il tuffo nel passato e… il ritorno a casa. “Sono nato a Pisa – spiega l’attaccante, intervistato da Il Mattino – vivevo proprio accanto allo stadio e, da piccolo, tifavo per i colori nerazzurri. Quella di sabato sarà una partita speciale per me e, a vedermi sugli spalti, ci sarà pure la mia famiglia, che è venuta solo un’altra volta da quando sono qui. Giocai a Pisa nel 2015 in una delle stagioni più difficili: ci doveva essere il cambio di proprietà, che poi è saltato, non c’era feeling tra presidente e allenatore, la squadra andava… per i cavoli propri. Di quel gruppo è rimasto solo il difensore Lisuzzo, che sento spesso. Con lui si è creato un bel rapporto: siamo rimasti amici, ma in questi giorni, anche per una questione di scaramanzia, non lo chiamerò». Il passato lascia il posto alle esigenze del presente. «Per noi l’importante è tornare a fare punti e riportare quell’entusiasmo che è venuto meno. Nelle ultime gare non siamo stati il Cittadella che avete avuto modo di conoscere, è innegabile. Abbiamo perso la verve che avevamo e concediamo di più agli avversari. Ma non è che siamo diventati brocchi di colpo: è un momento in cui ci gira male, e in molte cose ci mettiamo del nostro. Vero è che, anche sull’onda dell’entusiasmo, esprimevamo un gran calcio e anche per chi ci conosceva era difficile affrontarci. Ormai ci avranno pure preso le misure, ma sono convinto che gli ultimi risultati dipendano più dai demeriti nostri che dai meriti dell’avversario, anche perché, in questa stagione, solo il Brescia ci ha nascosto la palla, nessun’altra squadra ci ha davvero messo sotto. Come se ne esce Dobbiamo lavorare a testa bassa, confrontarci tra di noi, capire quali errori abbiamo commesso per non ripeterli. Sono convinto che una vittoria cambierebbe tutto». Una vittoria e magari il gol, che gli manca dalla trasferta di La Spezia del 24 ottobre. «Sono uno che vive male questi “digiuni”, e lo so che poi se il gol diventa un’ossessione, peggiori solo le cose. Li vivo male anche pensando al nostro reparto, che prima creava tanto ed era pure cinico, mentre ora fatica ad esserlo. Di sicuro studieremo anche il minimo dettaglio della gara con il Pisa e in campo metteremo tutta la rabbia che, dopo tre sconfitte,non può mancare».

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