Parma-Cittadella, Chiaretti: “La mia sostituzione? Niente da chiarire con Venturato”

Parma-Cittadella, Chiaretti: “La mia sostituzione? Niente da chiarire con Venturato”

di Redazione PadovaSport.TV

Lucas Chiaretti del Cittadella ha parlato, intervistato da Il Mattino, della sostituzione a Terni (Venturato lo ha richiamato in panca, dopo l’espulsione di Scaglia) non troppo gradita: «Non ero contento di uscire, ma non c’è nulla da chiarire. Il mister fa le sue scelte e non c’è stato alcun colloquio, perché non c’è niente da spiegare. Non è giusto, in questo momento, mettere il proprio fattore personale davanti alla squadra. Si va avanti, pensando al bene del Cittadella». Che ragioni dà alla flessione delle ultime 5 gare, in cui avete raccolto solo due punti? «Abbiamo perso un po’ delle nostre certezze e dobbiamo ritrovarle al più presto. È venuta meno la nostra identità, in questo mese non stiamo riuscendo a mettere in pratica quanto abbiamo dimostrato di saper fare. I motivi possono essere tanti, ma prima di tutto dobbiamo ritrovare la fame. Avete visto Roma-Barcellona? I giallorossi sono sicuramente inferiori ai catalani, ma avevano una fame che ha fatto la differenza. Ecco, a me sembra che l’abbiamo persa. Chiamatela cattiveria, determinazione o come volete, ma ci sta mancando. Da lì sono derivate alcune sconfitte, e aver perso ci ha tolto ulteriori certezze, peggiorando le cose». C’è anche il contraccolpo psicologico per non aver raccolto i tre punti in alcuni scontri diretti che potevano farvi puntare alla promozione diretta? «Può essere. Di sicuro ci sono girati contro alcuni episodi: in alcune partite recenti non abbiamo mostrato un bel calcio, ma abbiamo prodotto comunque occasioni tali da farci meritare il risultato pieno. Non è arrivato ed un certo contraccolpo può esserci stato, ma proprio per questo dobbiamo recuperare le nostre caratteristiche e tornare a focalizzarci sull’obiettivo playoff. La salvezza l’abbiamo ottenuta presto, ma adesso, se vogliamo qualificarci, dobbiamo ritrovare umiltà e sintonia, in campo e fuori: sarebbe un peccato, dopo quanto fatto sinora, rimanerne esclusi. Perciò dobbiamo tutti metterci in discussione e ognuno deve cercare di fare del suo meglio per la squadra».

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