Stanco: “Sono amico di Toni, ma il mio modello è Klose. Segno poco? Ecco perchè…”

Stanco: “Sono amico di Toni, ma il mio modello è Klose. Segno poco? Ecco perchè…”

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“Luca Toni è un caro amico, ma mi sono sempre ispirato a Miro Klose”. Francesco Stanco stoppa subito i facili paragoni con il suo compaesano (entrambi sono nati a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena), e si presenta così al pubblico cittadellese, ospite di Lunedì Granata, la trasmissione dedicata al Cittadella e alla serie B. Pochi gol in carriera? “L’anno scorso ho giocato spesso nel Modena come seconda punta – spiega Stanco – Babacar faceva la prima: Novellino ha un modo di giocare un po’ strano, vuole che la seconda punta faccia molto lavoro sporco e che la prima punta attacchi molto la profondità. Io ho sempre messo la squadra al primo posto, quando uno corre un po’ meno magari è più lucido davanti alla porta e viceversa. Adesso a Cittadella mi interessa la salvezza, più che i gol personali. Sul gol subìto contro il Modena la colpa è di tutta la squadra, compresi noi attaccanti. Personalmente mi piace giocare con un’altra punta di fianco, il 4-4-2 di Foscarini credo sia l’ideale per i giocatori di questa rosa, poi i moduli si cambiano anche in corso di partita. Avere quattro attaccanti in serie B è il minimo, la concorrenza alza il livello”. L’esperienza di Pisa? “Non amo far polemiche, in estate avevo qualche offerta in serie B e il Pisa mi chiamava con una certa insistenza, Braglia mi voleva a tutti i costi. Pisa è una piazza importante, e mi sono fatto convincere poi le cose sono andate male ma preferirei non parlarne”.

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