UFFICIALE Busellato alla Ternana: “Ringrazio tutti, spero un giorno di ritornare”

UFFICIALE Busellato alla Ternana: “Ringrazio tutti, spero un giorno di ritornare”

Ieri pomeriggio l’ultimo abbraccio ai compagni di squadra, alle persone che ne hanno accompagnato passo passo la crescita, umana e professionale. Il rito dello svuotamento dell’armadietto, e poi la partenza, lunga e sospirata, verso una nuova vita calcistica. Questa mattina Massimiliano Busellato sarà in in viaggio, direzione Umbria: lo aspetteranno la Ternana, un nuovo allenatore e nuovi compagni, e di nuovo la Serie B. Ma il saluto a Cittadella di un ragazzo che per 12 anni, sin da quando era nelle giovanili, ha vestito sempre la maglia granata è gonfio di tristezza. Troppo forte il legame con la piazza e l’ambiente per sprigionare entusiasmo: «Lascio Cittadella, purtroppo è così. E non è una bella sensazione», confessa. Per “Buse”, bassanese e sempre rimasto a casa, è comunque un passo importante: «Calcisticamente parlando sono contento, torno tra i cadetti e per me è un’opportunità non da poco. Ma Cittadella è la mia casa, la mia famiglia, devo separarmene e non posso fare altrimenti, per la carriera bisogna avanzare. Da quando l’ho saputo, quattro giorni fa, però sto malissimo, sentimentalmente questo passo mi sta… ammazzando. Ma Terni è una soluzione che calcisticamente sta bene a tutti, a me e alla società, ed allora è giusto così». Il saluto ai compagni, ieri, non è stato meno traumatico: «Ho detto loro che devono rendersi conto della fortuna che hanno a giocare in una società come il Cittadella. Non so in cosa mi imbatterò da oggi, ma persone come quelle che sono qui se ne trovano raramente nella vita, figuriamoci nello sport. Faccio un grosso in bocca al lupo ai miei compagni, spero vincano il campionato perché sono uomini bravissimi e professionisti esemplari». E nel lungo tragitto verso l’Umbria ci sarà tutto il tempo per rivivere le immagini degli anni trascorsi sotto le Mura: «Non c’è un momento particolare, ogni giorno è stato bello. Andare al campo, trovare persone come Toni Sgarbossa e Giovanni Pivato, che potrei considerare quasi miei zii. Devo ringraziare il direttore (Marchetti, ndr), che mi ha dato l’opportunità di diventare professionista, il Presidente, che con me si è sempre comportato benissimo. E poi tutti, dal magazziniere, ai massaggiatori, alla gente del bar: per me erano una seconda famiglia». Busellato va via in prestito: non è detto che un giorno non possa tornare. «Spero che questo sia solo un arrivederci. Non so come andrà la mia carriera, ma se ci sarà la possibilità di tornare lo farò sempre volentieri, e quando finirò di giocare, vivrò qui».

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