Venturato si presenta: “Niente proclami ma grande umiltà . Cercheremo i risultati attraverso il bel gioco”

Venturato si presenta: “Niente proclami ma grande umiltà . Cercheremo i risultati attraverso il bel gioco”

Sulla sua carta d’identità c’è scritto che è nato il 14 aprile 1963 ad Atherton, in Australia. E già questa è la prima cosa che colpisce: il Cittadella è andato a pescare il suo nuovo allenatore dall’altra parte del mondo. Roberto Venturato, partiamo da qui: come mai questo luogo di nascita così esotico? «I miei genitori erano emigrati in Australia per lavoro. Sono nato lì e ci sono rimasto sino al 1973, quando avevo dieci anni. Poi siamo tornati a Trevignano, nel Trevigiano, dove la mia famiglia ha le sue radici e dove i miei vivono ancora. Io, però, ora abito a Cremona con mia moglie». E conosce bene Stefano Marchetti, con cui ha anche giocato assieme proprio nel Treviso, nella stagione 1993/94. Con che tempi si è sviluppata la trattativa che l’ha portata qui? «Confermo che ci conosciamo da tanto e credo che Stefano conosca bene cosa posso dare a questa squadra sia dal punto di vista calcistico che umano. C’è stato un primo contatto, ma tutto si è concretizzato nel corso dell’ultima settimana, sino alla firma del contratto di venerdì mattina, in sede». Le sue squadra sono spesso scese in campo con il 4-4-2: come sarà il nuovo Cittadella? «È prematuro parlare di moduli. Posso dire che sì, sia al Pizzighettone che alla Cremonese, la disposizione in campo era quella, ma proprio a Cremona ho variato più volte il disegno tattico e a Crema ho vinto un campionato di Serie D utilizzando il trequartista. Al di là dei numeri, posso dire questo: lavoreremo per costruire una squadra dall’identità precisa e con una personalità forte». Sa che i tifosi si attendono una stagione di vertice dopo la retrocessione del passato torneo… «Non mi sentirete lanciarmi in proclami, perché credo che l’umiltà sia un valore fondamentale. Dopodiché dico anche che abbiamo degli obiettivi da centrare, inutile nasconderlo. Ma aggiungo che vogliamo arrivare a raggiungerli attraverso il gioco: lavoreremo da subito per costruire una squadra in cui tutti siano coinvolti sia nella fase difensiva che in quella offensiva». Di stagioni ad alto livello ne ha vissute tante, quasi sempre in Lombardia, alla guida del Pizzighettone, condotto dalla Serie D alla C/1, della Pergolettese, con un campionato vinto, sempre in D, e della Cremonese, con cui ha sfiorato la promozione in B. Come mai tanta gavetta ma poco calcio professionistico nel suo curriculum? «Il calcio è così, stritola tutto senza darti il tempo di respirare. Ripenso spesso alla finale playoff persa contro il Varese quando allenavo la Cremonese: in quell’occasione ho sfiorato la Serie B, poi non ho più avuto modo di allenare in Lega Pro. Ma proprio per questo so che al Cittadella avrò un’occasione importantissima per me. Qui c’è grande voglia di rivalsa, una voglia che è anche mia. Bisognerà riuscire a sfruttarla nel modo giusto, perché la rabbia può anche consumare le energie a disposizione». Lei ha già lavorato con Pascali, primo acquisto granata della nuova stagione, e pure con il portiere Alfonso, accostato da radiomercato al Citta. Proprio Pascali ha speso parole di elogio nei suoi confronti. «Li conosco perché li ho avuti al Pizzighettone. Ma posso assicurare che Pascali piaceva alla società da prima che ci fosse l’accordo con il sottoscritto: è stato bravo Marchetti a sfruttare il momento buono per farlo rientrare in Italia. Per quanto mi riguarda, pure io non posso che parlare bene di lui». Marchetti ha dichiarato che nella prima fase del ritiro il gruppo non sarà al completo, anche perché le vicissitudini di diverse società di Lega Pro “libereranno” numerosi giocatori, offrendo potenziali occasioni. Prossime mosse? «Intanto concentriamoci sul lavoro da fare da mercoledì, quando ci ritroveremo al Tombolato. E il d.g. ha detto bene: vedremo nei prossimi giorni, la squadra sarà allestita senza fretta».

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