Amirante e il ginocchio maledetto: “Sono un po’ preoccupato, oggi sapremo”

Amirante e il ginocchio maledetto: “Sono un po’ preoccupato, oggi sapremo”

È il giorno della verità per Salvatore “Savio” Amirante, che oggi finalmente conoscerà l’entità del problema al ginocchio destro che lo sta tenendo lontano dal campo. Alle 8 l’attaccante sarà al Policlinico di Abano, dove in tarda mattinata lo specialista Davide Bertolini (componente dello staff medico biancoscudato qualche anno fa) effettuerà un’artroscopia per ispezionare il ginocchio: se dovesse essere riscontrato un problema al crociato, l’intervento sarà rimandato al prossimo mese; se dovesse essere una questione invece di minor conto, si interverrà al momento per risolvere subito il tutto. «Il crociato non dovrebbe essere lesionato, è solo un po’ lasso – spiega Amirante – Spero che si tratti solo di fare una pulizia o di un problemino al menisco, in modo da poter tornare tra uno o due mesi. Quando faccio corsa lineare va tutto bene, sento un po’ di fastidio nei cambi di direzione e nei salti. E dato che il ginocchio si gonfia, significa che qualcosa non va». Il ginocchio in questione, tra l’altro, è lo stesso che è stato già operato più volte in passato e che ha costretto il bomber a restare ai box per quasi tre anni. «Io vivo di speranza, che è l’ultima a morire. Sono naturalmente un po’ preoccupato, ma spero – ripeto – che si tratti solo di fare una pulizia per tornare a giocare il prima possibile. Anche perché la cosa che fa più male è vedere i compagni che si allenano, posso assicurare che non è il massimo. Ho una voglia matta di tornare a giocare, sono già dovuto stare fermo tre anni in passato». In pratica la stagione dell’attaccante biancoscudato non è mai decollata: sin dal primo giorno di ritiro a Pieve di Cadore aveva iniziato a lavorare a parte seguendo un programma ad hoc, e quando sembrava che potesse iniziare a forzare il ritmo, si è dovuto fermare. Nel frattempo la squadra è stata rinforzata in tutti i reparti, e anche in attacco sono arrivati colleghi del calibro di Neto Pereira e Altinier. «La vedo una squadra molto tosta, che sta lavorando bene e c’è già un bel gruppo. Quando inizierà il campionato capiremo a che livello siamo, anche se siamo di sicuro un’ottima squadra». A prescindere da quella che sarà l’entità del suo inconveniente, nei giorni scorsi la società ha fatto chiaramente capire che l’aspetterà dato che conta molto su di lei. «Non posso che ringraziare il presidente Bergamin, l’amministratore delegato Bonetto e il diesse de Poli che credono in me. Spero di poter ripagare il prima possibile sul campo questa loro fiducia nei miei confronti, farò di tutto per ringraziarli quando rientrerò a giocare».

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