Black-out, il Padova ha tre giorni per presentare il preannuncio di reclamo

Black-out, il Padova ha tre giorni per presentare il preannuncio di reclamo

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Una decisione talmente inaspettata che in casa biancoscudata hanno perso la… parola. È stata una delle serate più cupe quella vissuta ieri dalla nuova dirigenza del Padova, che ha appreso come un fulmine a ciel sereno la sentenza del giudice sportivo di far continuare la sfida interrotta contro il Carpi per il guasto all’impianto di illuminazione dello stadio Braglia. In viale Rocco, infatti, si respirava nelle ultime settimane un convinto ottimismo sul fatto che il reclamo venisse accolto e che fossero consegnati al Padova tre punti a tavolino, il che avrebbe permesso a Cuffa e compagni di schizzare fuori dalla zona retrocessione. Anche giocatori e staff tecnico non vedevano l’ora di togliersi quel pesante asterisco dalla classifica e scalare qualche posizione. Invece, l’annata si conferma storta sotto tutti i punti di vista e, se i tre punti avrebbero potuto iniettare una buona dose di fiducia, questa decisione rischia di deprimere ancor più un ambiente già poco sereno. «Non voglio rilasciare nessun commento, devo leggere con calma la sentenza e parlare con gli avvocati. Di primo acchito la trovo una decisione aberrante (testuale, ndr). Siamo in una situazione kafkiana, dateci il tempo di capire»: così il presidente Diego Penocchio, pochi minuti dopo il comunicato del giudice sportivo. Il Padova ha deciso di restare in silenzio, la dirigenza ha consultato gli avvocati sino a tarda sera e molto probabilmente già oggi comunicherà la decisione di presentare ricorso alla Corte di Giustizia Federale. C’è tempo tre giorni per presentare il preannuncio di reclamo, sette per far pervenire le motivazioni del ricorso. Contemporaneamente il Padova dovrebbe presentare anche un’istanza alla Lega di serie B perché non fissi la data del recupero della partita, che con ogni probabilità verrebbe giocata durante la lunga sosta di gennaio. In tutto questo marasma la nota positiva infatti è che, essendo arrivata la sentenza solo a sera e con gli uffici già chiusi, si ha tempo di ragionare e chiedere immediatamente alla Lega di non stabilire nulla di ufficiale. Dovesse essere rigiocata la partita, così come è stato per Padova-Torino, le chance di ottenere lo 0-3 a tavolino sarebbero notevolmente ridotte. Se, come appare a questo punto scontato, il Padova dovesse fare ricorso, l’iter legale sarà seguito dall’avvocato Massimo Diana, anch’egli rimasto perplesso, di primo acchito, dalla decisione di far prevalere la tesi del sabotaggio sostenuta dal Carpi. «Preferisco non commentare questa sentenza, anche perché prima voglio studiare bene le motivazioni e parlare con la dirigenza», ha spiegato il legale biancoscudato. «Fosse per me farei ricorso, ma sarà la società a decidere che strada intraprendere»

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