Bonaventura: “Il Padova sarà  un ostacolo difficile da superare”

Bonaventura: “Il Padova sarà  un ostacolo difficile da superare”

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E’ stato uno dei pochi a salvarsi dal naufragio di Coppa contro il Livorno nell’infausto mercoledì sera sotto la Maresana. Giacomo Bonaventura, fantasista di un’Atalanta in crisi ormai aperta dopo la doppia sconfitta tra campionato (Piacenza) e Tim Cup, prende la parola per fare il punto della situazione prima della ripresa pomeridiana degli allenamenti. Un conciliabolo con i cronisti da ex di turno: sabato, infatti, il menù della serie cadetta mette la Dea di fronte al Padova, che il buon “Jack” contribuì a salvare all’ultimo tuffo nella passata stagione.

Domanda d’esordio scontata: l’umore del post Coppa Italia.

“Non può certamente essere a mille – confida ai microfoni di TuttoAtalanta.com – Abbiamo dato quello che avevamo da dare, ma gli avversari hanno giocato meglio meritando la vittoria”.

Vista dal di dentro, questa Atalanta è in crisi?

“E’ un momento destinato a passare, secondo me non bisogna abbassare la guardia ma nemmeno rimuginarci sopra troppo. Guardiamo avanti e lasciamoci alle spalle le delusioni: abbiamo le carte in regola per giocarcela con tutti e meglio di tutti”.

Sette gol presi nelle ultime tre uscite fanno riflettere. Avevate la difesa meno battuta della serie B.

“Mettere sotto accusa un solo reparto non servirebbe a niente: è l’atteggiamento generale della squadra che deve cambiare in meglio. A parte la condizione fisica, dobbiamo crescere tutti insieme come mentalità. L’Atalanta, comunque, è costruita per imporre il proprio gioco, non per segnare un gol e difenderlo per il resto della partita”.

Sabato siete attesi a un riscatto immediato. Guarda caso contro la tua ex squadra, il Padova. Come vedi gli avversari di turno?

“Rispetto alla scorsa stagione si sono rafforzati. Si parla tanto del loro attacco atomico, che è il secondo più prolifico della categoria. Succi e Vantaggiato sono bravi e rischiano di darci del filo da torcere, ma è tutta la formazione a essere equilibrata e competitiva per la B. Un ostacolo difficile da superare, un banco di prova impegnativo”.

Che ricordi hai della tua esperienza in terra veneta?

“Direi esaltanti, bellissimi. Arrivai a metà stagione (era il 2009/2010, ndr) con una classifica deficitaria, la piazza era esigente e di fronte agli scarsi risultati sul campo aveva cominciato a manifestare una certa ostilità. Pian piano risalimmo posizioni su posizioni fino a guadagnarci lo spareggio con la Triestina. All’andata pareggiammo 0-0, poi andammo a vincere a Trieste 3-0 salvandoci anche grazie a un mio gol. Non so se sarò in campo sabato, ma certamente proverò un’emozione particolare: i bei ricordi non svaniscono mai”.

 

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