Bonazzoli al Mattino: “Deluso per essere stato scaricato senza una telefonata. Mi ha cercato anche il Cittadella”

Bonazzoli al Mattino: “Deluso per essere stato scaricato senza una telefonata. Mi ha cercato anche il Cittadella”

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Emiliano Bonazzoli, intervistato da Stefano Edel per il Mattino di Padova, ha parlato dei biancoscudati e della delusione per non aver potuto far parte della squadra di Marcolin. Domenica sera l’attaccante, ora al Marano in serie D, era presente all’Euganeo a vedere Padova-Palermo: “Ho voluto vedere la partita dei miei ex compagni contro il Palermo da un altro punto dello stadio che non fosse la Tribuna Ovest o quella delle autorità – le parole di Bonazzoli, riportate dal quotidiano – Ma ho chiesto io alla società due biglietti, non è vero che me li sono pagati. E li volevo proprio per quel settore”. Che impressione le ha fatto il Padova? “I nomi ci sono, ma con tanti volti nuovi serve un po’ di tempo per trovare la quadratura. Siamo all’inizio della stagione, certo che lo “zero” in classifica può rappresentare un problema se non viene rimosso in fretta. Deluso per non essere stato richiamato? “Penso sinceramente che una mano avrei potuta darla a Marcolin. Amareggiato e dispiaciuto, non lo nego. Ero convinto, dopo quanto dimostrato nella seconda parte dello scorso torneo, anche se non era stato molto, che mi venissero riconosciuti l’attaccamento alla maglia, l’impegno e la dedizione profusi. Sapevo, quando firmai all’inizio del 2013, che sarebbe stata dura, avrei faticato a ritrovare la condizione dopo sei mesi di stop forzato alla Reggina. Eppure ritengo di aver dato il mio contributo alla causa, soprattutto nel finale”. Non ne avrebbe fatto una questione di denaro pur di continuare a giocare nel Padova? “Non voglio attaccare nessuno, non è nel mio stile, ma trovo strano che, avendomi qui e sapendo che avrei fatto tutto, o quasi, per proseguire con questi colori, abbiano puntato in altre direzioni. Un giocatore con le mie caratteristiche e con il mio tipo di gioco sarebbe servito in serie B. Sia detto senza presunzione. I motivi reali per cui la scelta non è stata quella da me sperata non li conosco. Ne ho sentite tante: che ero vecchio, che chiedevo troppi soldi, che c’erano ragioni tecniche e tattiche che suggerivano di scartarmi. Sono dell’idea, invece, che avrei potuto esserci: mica per 42 partite, non le avrei mai giocate tutte, ma per una ventina magari sì… L’amarezza a cui accennavo in precedenza deriva dal fatto che non c’è mai stata una telefonata in cui mi sia stato spiegato il motivo per cui, dopo aver lasciato cadere a giugno l’opzione che avevo (il rinnovo allora avrebbe comportato un ingaggio di 150 mila euro, ndr), si sia rinunciato definitivamente al sottoscritto”. Bonazzoli parla anche di cifre: “Non chiedevo tanto sul piano economico: 40 mila euro a stagione. Per due anni. Mi hanno risposto di no”. E a quel punto lei si è accordato con il Real Marano, in serie D, per 35 mila euro. “Esatto. Con il presidente Dalle Rive l’intesa è stata raggiunta velocemente. C’è una clausola nel contratto, comunque: rescissione in caso di una chiamata dall’estero. È un mio pallino quello di fare un’esperienza fuori dall’Italia, ma credo che resterò qui”. Ci confermi un’altra indiscrezione: che pure il Cittadella si sarebbe fatto vivo dopo il 2 settembre… “Sì, è vero. Ma figure di m… non ne faccio, ormai avevo chiuso con il Marano”. Oggi Bonazzoli potrebbe giocare in Coppa Italia a Chioggia (ore 15): “Non sono ancora pronto, ma chissà che 10 minuti ci stiano. E poi m’incuriosisce la serie D: un campionato che non ho mai disputato”.

L’intera intervista su Il Mattino di oggi.

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