Caso Italiano, Campedelli conferma la versione di Sottovia

Caso Italiano, Campedelli conferma la versione di Sottovia

Si rimpallano la colpa Sottovia e D’Amico. Difficile arrivare alla verità sulla presenza o meno del procuratore di Italiano durante l’atto ufficiale della cessione dal Chievo al Padova. D’Amico era inibito all’epoca dei fatti, motivo per cui la Commissione disciplinare ha inflitto una maxi multa di 87 mila euro (40 mila a Sottovia, altrettanti a Italiano e 7 mila al Padova) per “violazione del regolamento agenti”. Per riassumere, Sottovia ha dichiarato l’altro ieri al Gazzettino che il procuratore di Italiano era effettivamente assieme al giocatore quando si è proceduto alla ratifica dell’accordo. Ieri invece D’Amico ha “corretto” la ricostruzione del direttore generale biancoscudato, sostenendo di non essere stato presente al momento in cui è stata siglata l’intesa.

Ecco adesso la ricostruzione del presidente Campedelli, a sua volta parte in causa, come è certificato dalla multa di 50 mila euro che gli è stata inflitta dalla Commissione disciplinare. Il patron del Chievo, riporta il Gazzettino, davanti agli organi competenti – e poi a verbale – non ammette dubbi: prima lui stesso e Sottovia hanno sottoscritto il contratto di trasferimento, poi nella sala riunioni del Chievo sono entrati Italiano e D’Amico, infine il giocatore ha firmato il contratto. Sotto gli occhi del suo procuratore.

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