CESAR: “ERAVAMO AFFATICATI, MA VOGLIAMO SALVARCI”

CESAR: “ERAVAMO AFFATICATI, MA VOGLIAMO SALVARCI”

A nome di tutta la squadra si presenta in sala stampa Cesar, che contro il Vicenza indossava la fascia di capitano per la prima volta. Difficile per lui trovare le parole giuste per spiegarsi, dopo gli insistenti fischi piovuti nel corso della partita, ma non si tira indietro neanche quando gli si fa notare che agli occhi di tutti è apparsa una “prestazione squallida”.

Una partita importante, servivano i tre punti.

Era una partita importantissima, e ci tenevamo da morire a vincere, questo è un momento cruciale ma mancano ancora 5 partite e ci sono 15 bunti a disposizione, e a noi ne bastano 10, vogliamo farli il prima possibile.

Nella ripresa la squadra è apparsa affaticata, tre giocatori sono rimasti a terra con i crampi. Condizione fisica precaria?

Nel primo tempo abbiamo tutti speso moltissimo, sia sul piano fisico sia anche su quello mentale. E poi hanno giocato alcuni che non scendevano in campo da mesi, è inevitabile che ad un certo punto arrivino i crampi.

Quindi la squadra si è compattata e chiusa perchè in debito d’ossigeno?

Anche. Volevamo tenere il risultato perchè non avevamo più fiato né gambe e sbilanciandoci troppo in avanti non avremmo saputo poi reggere un eventuale contropiede avversario. Era fondamentale per noi non prendere gol e quindi ci siamo difesi, faticando ad attaccare.

Forse più due punti persi che uno guadagnato.

È comunque un buon punto e la matematica non ci condanna, possiamo ancora salvarci. Mi dispiace però che con il giallo rimediato, sarò costretto a saltare la prossima sfida. E d’ora in poi ogni partita sarà durissima. Arriva il caldo, la tensione è sempre maggiore e l’affaticamento si sente. Ma non dobbiamo e non vogliamo arrenderci.

I tifosi vi accusano di non aver rispetto per la maglia e di stare giocando per retrocedere anziché per salvarsi.

Voglio sottolineare, a nome di tutta la squadra, che tifo e stampa hanno ragione a contestarci. È un loro diritto e non possiamo che prenderne atto. Però vorrei che ai tifosi fosse chiaro che noi ci teniamo almeno quanto loro, se non di più, a salvarci. E dobbiamo stare tutti uniti, fino alla fine. Vi confesso che da un po’ di tempo a questa parte torno a casa tristissimo, dopo Empoli davanti a mia moglie stavo per piangere. Noi portiamo il nome dietro la maglia, ci mettiamo la faccia. Quindi non è assolutamente vero che non ci teniamo, vogliamo riscattarci per i tifosi ma anche per noi stessi.

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