Cestaro deluso: “Questo non è il mio mondo. Italiano? àˆ estraneo, sono tranquillo”

Cestaro deluso: “Questo non è il mio mondo. Italiano? àˆ estraneo, sono tranquillo”

Marcello Cestaro arriva a Bresseo alle 14.23, con l’umore piuttosto cupo.

Dopo un quarto d’ora di discorso con la squadra esce dagli spogliatoi, dice di non aver tempo di parlare ma alla fine si sfoga a 360 gradi.

Partendo ovviamente dal calcioscommesse e dal deferimento arrivato questa mattina al Padova: «Sono tranquillo ho detto ai ragazzi che abbiamo i migliori avvocati e non c’è problema. Non sono arrabbiato ma deluso, il calcio mi preoccupa e sto pensando di allontanarmi da questo che non è il mio mondo. Ci sono delinquenti di ogni genere e poi magari ci va di mezzo una squadra che non ha fatto niente».

Il presidente si riferisce ai biancoscudati e al proprio capitano Vincenzo Italiano, anch’egli deferito, con cui ha parlato oggi: «Qualcuno ha messo in bocca qualche parola ad altri, il capitano mi ha ripetuto quello che mi aveva già detto all’inizio, ovvero che di parole se ne fanno tante ma lui è estraneo».

Cestaro è un fiume in piena, il tono di voce si alza e ne ha anche per il Toro: «Io ricordo ancora il grande Toro, Bagicalupo era il mio portiere e mio padre mi ha portato a vedere anche qualche loro partita. Nel 1949 avevo undici anni e sono anche stato ai funerali della squadra che morì a Superga. Questo lo dico solo ora, dopo tutto quello che è successo e dopo che il presidente Cairo lunedì mi ha incrociato a testa bassa senza nemmeno salutarmi. E dire che ero ospite».

Ma la speranza è ancora viva: «Io credo ai playoff dobbiamo vincere col Gubbio poi non si sa mai. Spero che il pubblico accora numeroso».

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