CESTARO: “DI COSTANZO GRINTOSO SOLO A PAROLE”

CESTARO: “DI COSTANZO GRINTOSO SOLO A PAROLE”

Vi riportiamo l’intervista di Cestaro rilasciata a Paolo Donà  del Gazzettino

La prima volta ha aspettato 48 giorni, la seconda 61. Carlo Sabatini ha avuto quindi 13 giorni in più per caricarsi. Cronaca di un kafkiano sabato pomeriggio. Telefoniamo a Marcello Cestaro alle 15. Il presidente esprime qualche sua impressione (oltremodo negativa) sullo 0-0 del Padova a Salerno. Alla nostra domanda se intenda prendere qualche provvedimento, improvvisamente annuncia: «Ho detto a Sottovia di richiamare Sabatini da domani. L’altro (Di Costanzo, ndr) a casa. Non posso tenere uno che cambia schemi in continuazione, e che lascia fuori squadra Bovo, al contrario di quanto mi aveva assicurato alla vigilia della partita». Ma quando ha preso la decisione? «Dieci minuti fa». Di Costanzo lo sa già? «No, non lo voglio sentire, beh, lo chiamerò questa sera con calma». È stato De Franceschi a telefonare al tecnico romano qualche minuto dopo, mentre la squadra, che si era appena imbarcata nel momento della nostra telefonata al presidente, è stata informata all’arrivo.

Domanda: lei ha scelto Di Costanzo in quanto particolarmente impressionato dalla sua grande voglia di fare. Deve essere apparsa enorme, dal momento che nessuno non ha voglia di fare. «Sì, sembrava grintoso, ma si vede che lo era soltanto a parole…».

Dal tono della voce, non si può propriamente affermare che l’atteggiamento di Cestaro nei confronti dell’ex allenatore biancoscudato sia all’insegna del premio Nobel per la pace. Eppure è stato proprio il presidente a sceglierlo, spiazzando lo stesso direttore generale. «Ha cambiato la formazione a mia insaputa, non ha messo dentro Bovo. Non mi ritengo uno che se ne intenda di calcio, ma i migliori devono giocare. Quando in altre occasioni gli ho fatto notare che cambia sempre schemi, mi ha risposto, “sì, ma io pensavo che..”. Ho capito che i giocatori del Padova erano svogliati in campo, e mi sono detto che lui doveva essere esonerato subito. Vantaggiato ha tirato il rigore come se avesse paura di rompere il pallone… Il giorno prima, quando ho fatto visita alla squadra, ho detto che i penalty vanno tirati di potenza. Il portiere, anche se intuisce, non riesce a fermare il pallone. E poi, che velleità poteva avere la Salernitana? La squadra ha giocato solo perchè doveva farlo».

Ha visto la partita alla televisione? «No, è stato Potti a informarmi. Ho capito che siamo in mano di nessuno». Il presidente – tanto per chiarire – intendeva “nessuno” con la lettera minuscola, ovvero Di Costanzo, e non Nessuno ciclope di omerica memoria.

Ed ecco il Sabatini-bis. «Gli ho telefonato poco fa, ho chiesto se fosse disponibile. Mi ha richiamato subito dopo dicendomi di essere carico come un leone». Esattamente un girone fa, alla vigilia della partita a Lecce, lei – tramite Sabatini – ha chiesto un campionato importante. I giocatori si sono sentiti coinvolti in un’impresa che giudicavano non allo loro portata, ed è cominciata la crisi. «Sì, penso sia così». Flash finale: nel comunicato della società (ore 16.19) nemmeno un accenno di ringraziamento a Di Costanzo: mai successo, ma è la misura dell’umore di Cestaro.

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