Crac Parma, se i ducali falliscono Mazzocco può diventare tutto del Padova

Crac Parma, se i ducali falliscono Mazzocco può diventare tutto del Padova

Se lo scandalo-Parma fosse esploso in uno qualsiasi degli ultimi anni, probabilmente pure a Padova se ne sarebbero sentiti gli effetti: degli oltre 200 giocatori tesserati a vario titolo dalla società ducale, più di una decina sono transitati in biancoscudato nelle ultime due stagioni e il crack ormai sempre più dietro l’angolo per il club emiliano avrebbe avuto sicure ripercussioni anche sulla vita quotidiana degli allenamenti a Bresseo. In Emilia, ormai, la situazione sta precipitando: l’ex presidente Tommaso Ghirardi è indagato per bancarotta fraudolenta, il dg Pietro Leonardi ha rassegnato le dimissioni, l’attuale patron Gianpietro manenti continua a promettere liquidità che ancora non si vede. Padova e Parma non sono più “legate” come lo erano state negli ultimi anni, ma c’è un giocatore il cui cartellino è proprio di proprietà del Parma: Davide Mazzocco, che dalla città del Santo segue con attenzione levicende della squadra che l’ha lanciato nel grande calcio. «Vederla sparire sarebbe davvero brutto», spiega il giovane centrocampista, «Parma è una grande società, con uno dei centri sportivi più belli d’Italia». Secondo lei di chi è stata la colpa? «Indubbiamente di chi aveva il Parma tra le mani. Ho sentito dire più volte che le decisioni le prendeva quasi sempre e solo Leonardi (il direttore generale, ndr) perché il presidente Ghirardi non c’era quasi mai. Quindi adesso che s’è dimesso pure Leonardi, la vedo davvero brutta». Lei come vive da Padova la situazione? «Ho amici che giocano ancora nella Primavera del Parma, la situazione ovviamente non è delle più facili. L’ultima volta che hanno giocato in casa, a Collecchio, per la squadra ospite non c’era nemmeno l’acqua calda, mentre rischiavano di non riuscire nemmeno ad andare a giocare l’ultima partita a Genova contro la Samp perché non c’erano i soldi per la trasferta, anche se poi sono riusciti a partire lo stesso». Lei era a Parma l’anno scorso, quando l’Uefa tolse ai ducali la qualificazione europea. Che clima si avvertiva in quel periodo? «Era tutto tranquillo, non si era mai sentito parlare di debiti o di crisi. Invece quest’anno sono arrivate di colpo tutte queste brutte notizie: evidentemente c’era una situazione complicata già da diversi anni, dubito che i debiti siano spuntati tutti negli ultimi mesi. Quello che temo è che ormai non si possa fare più niente per salvare il Parma, la vedo molto dura». Se il Parma fallisse lei sarebbe libero di firmare con qualunque altra squadra… «Ora come ora non so cosa sarà del mio futuro, la situazione a Parma è ancora difficile da decifrare. Ma se dovesse fallire, senz’altro mi piacerebbe rimanere a Padova: qui sto bene, quando sono arrivato mi sono ambientato subito, è una piazza importante, quindi perché non fare un altro anno?». Domenica arriva l’Arzignano, proprio all’andata risale il suo ultimo gol: che è successo dopo quella gara? «È cambiata la mia posizione in campo, e le occasioni sono diminuite. Però continuo a provarci, perché tre gol sono pochi».

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