Cutolo: “Ho rinunciato alla serie A per il Padova perchè credo in questa squadra”

Cutolo: “Ho rinunciato alla serie A per il Padova perchè credo in questa squadra”

Poteva giocare in serie A e invece sta giocando da serie A e per la serie A. Il Padova ringrazia e si gode un Aniello Cutolo in splendida forma che soprattutto nelle gare esterne sta diventando una delle armi più affilate a disposizione della squadra biancoscudata. Sabato pomeriggio a Empoli la sua prova migliore da quando è arrivato all’ombra del Santo, pur ripetendo, in termini di numeri – un assist e un gol – quanto aveva già esibito del suo repertorio al Bentegodi di Verona, in quell’occasione con l’aggiunta di un’esultanza polemica verso i tifosi gialloblù che lo avevano offeso e fischiato già dal riscaldamento prepartita.

Nessuna contestazione per l’attaccante esterno napoletano da parte dei supporter toscani, ma per quello che si è visto in campo sembrava avesse un conto aperto pure con loro. Il suo personale duello con il portiere Pelagotti, che in almeno due occasioni gli aveva detto no, lo ha visto prevalere a un quarto d’ora dalla fine, grazie a un preciso e potente sinistro sul primo palo a finalizzare il perfetto assist di Cacìa a cui nel primo tempo aveva a sua volta servito la palla del 2-1. «L’intesa con Daniele – conferma Cutolo – sta migliorando di partita in partita. Quanto a me, sento di avere una buona condizione, e considerando le mie caratteristiche, il modulo a tre punte è quello in cui posso esprimermi meglio; ma come tutti, ho ancora margini di crescita».

 A sentire l’attaccante, il prossimo passo dovrà essere una migliore gestione delle forze e – aggiungiamo noi – un pizzico di egoismo in meno in alcune occasioni. «Per mia natura, sono un giocatore che dà sempre tutto e spende molto, per cui nel finale un po’ si paga dazio».

Passando dal singolo al collettivo, i concetti espressi dal giocatore sono sulla stessa lunghezza d’onda: «Anche con l’Empoli abbiamo dimostrato grande carattere; ci tenevamo tutti a vincere; solo vicino al novantesimo abbiamo rischiato qualcosa». Quello visto in Toscana è un Padova molto vicino al top, non più solo attento, cinico e solido, ma capace pure di evidenziare un chiaro salto di qualità anche sul piano della manovra e del gioco esibito.

Da Cutolo una bella notizia per i tifosi biancoscudati: «Questo gruppo ha ancora notevoli margini di miglioramento, ma lo spirito di squadra è quello giusto e ci sentiamo tutti sulla stessa barca». Una barca che veleggia nel mare limpido e tranquillo della vetta della classifica. «Il campionato di serie B è una partita lunghissima; questa singola tappa è stata archiviata e siamo già proiettati sulla sfida di mercoledì a Bergamo con l’Albinoleffe». Bene così, anche perché la stessa mentalità ha preceduto l’impegno con l’Empoli, molto temuto in quanto successivo a una partita – quella vinta in casa con il Modena nonostante l’inferiorità numerica – che aveva visto la squadra consumare molte energie nervose. La paura era quella di assistere al “Castellani” un Padova un po’ scarico e svuotato. Esame dunque superato: «Pericolo di esaltarsi? Assolutamente no, perché questo è un gruppo maturo; sarebbe stupido rilassarsi. Sappiamo tutti che questa piazza merita qualcosa di veramente importante dopo tanti anni di serie C».

Cercato dal Cesena, corteggiato dal Lecce, dopo un’ottima stagione a Crotone, Cutolo aveva accarezzato il sogno della serie A, ma la nuova destinazione non è stata vista dall’interessato – e il campo lo sta dimostrando – come un declassamento: «È vero che ho rinunciato alla massima serie, ma è acqua passata. Credo ancora di poterla raggiungere, ma voglio conquistarmela con il Padova. Ho scelto e voluto venire qui e sono fiero e orgoglioso di questa mia nuova realtà».

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