Di Nardo: “Basta fango in Lega Pro”

Di Nardo: “Basta fango in Lega Pro”

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Soffre Totò Di Nardo. Dopo due anni da trascinatore assoluto del Padova, l’attaccante tascabile fatica ad accettare la sua situazione. Gli infortuni che lo tartassano da inizio stagione, l’hanno relegato a un ruolo da comprimario. Dura da digerire, per chi l’anno passato ha segnato 11 reti (capocannoniere) e a Busto Arsizio ha regalato la B. Non ci sta e vuole ritagliarsi ancora spazio all’ombra del Santo.

Di Nardo, questo è un Natale (calcisticamente) sottotono?

«La stagione è iniziata male. Ho saltato la preparazione. Gli infortuni si sono accumulati e non sono mai riuscito a essere protagonista. Mi dispiace, perché sono legato a questa maglia che è una seconda pelle».

Il mercato la dà con le valigie in mano, quanto c’è di vero?

«Normale che in questo momento le voci si accavallino. Ci sono tante squadre che devono rinforzarsi e provano a sondare il terreno per un attaccante esperto come me».

Tutti dicono che andrà allo Spezia, è vero?

«Non lo so, ma i miei progetti sono altri».

Quali?

«Restare a Padova e contribuire a portare la squadra ai play off. Voglio mettermi a disposizione per dare il mio aiuto concreto».

Sarebbe disponibile a scendere di categoria?

«No e spiego il perché. A me non ha mai regalato niente nessuno. Mi sono conquistato la serie B sul campo, dopo mille fatiche. Mangiare di nuovo fango in Lega Pro non mi va. Non sarebbe giusto. Posso stare in B e l’ho giò dimostrato».

Un bilancio sul girone d’andata del Padova?

«Positivo. Anche se forse ci manca qualche punto perso per strada».

L’obiettivo per il nuovo anno?

«Puntare a raggiungere gli spareggi promozione».

Ce la farete?

«Spero di sì. Ce la possiamo giocare con tutte le squadre. Gli avversari sono alla nostra portata. Il Torino sta uscendo adesso, il Varese è una rivelazione, ma noi siamo poco distanti».

Cosa urge per fare il salto di qualità?

«Essere più squadra lontano dall’Euganeo, dove non abbiamo mai vinto. In casa siamo di ottimo livello, se miglioriamo in trasferta diventiamo davvero pericolosi».

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