Edel: Ripartire senza Pea, pensateci bene…

Edel: Ripartire senza Pea, pensateci bene…

Da Il Mattino di oggi, parte dell”editoriale di Stefano Edel

Il pareggio di Modena, al cospetto di un Sassuolo che ha il fiatone dopo aver stradominato il campionato e che, non si sa per quale ragione, pretendeva dal suo ex allenatore che gli spianasse la strada diretta verso la A, vale assai più del punto che dà sostanza, anche se non di molto (noni erano, e noni sono rimasti), alla classifica dei biancoscudati. Avevano fatto festa grossa negli spogliatoi, a fine gara, i neroverdi emiliani dopo aver sbancato l’Euganeo il 15 dicembre scorso (3-1 il punteggio), quasi avessero conquistato la Champions League. Quel successo aveva destabilizzato definitivamente Cestaro e i suoi collaboratori, al punto da spingerli ad esonerare Pea. Una decisione sbagliata, per i tempi e le motivazioni che l’avevano ispirata, di cui il patron tre mesi dopo si è pentito, richiamando l’allenatore con cui aveva iniziato la stagione e chiedendogli di tirar fuori dai guai la squadra, smarritasi nel frattempo sotto la gestione Colomba. Bene, il tecnico di Casalpusterlengo ha assolto alla missione nel migliore dei modi, e i risultati sono lì, a parlare per lui: in 8 gare ha raccolto 10 punti, ma soprattutto il Padova è in serie utile da sei partite consecutive. L’altra sera al Braglia, se mai ci fosse stato bisogno di un’ulteriore prova, il gruppo ha giocato per lui. A dimostrazione che, nonostante certe malevoli interpretazioni e i suggerimenti “pilotati” verso qualche organo di stampa per fargli terra bruciata intorno, è riuscito nella non facile opera di ricompattare lo spogliatoio e ripristinare le regole che, in precedenza, erano saltate. Un bel regalo, davvero, da parte della squadra, che ha cavato dalle proprie corde, in un ambiente gasato per la promozione ormai ad un passo, una prestazione gagliarda, non rinunciando mai alle ripartenze anche quando l’avversario spingeva come un forsennato, e contrastandolo alla pari. Ergo: se non sei con il tuo mister, che oltretutto ci teneva tantissimo a prendersi la rivincita […] non ti esprimi a simili livelli, ottenendo riconoscimenti concordi dagli osservatori. Ora l’invito che rivolgiamo alla dirigenza di viale Nereo Rocco, e in primis a Cestaro, è uno solo: attenzione a non sbagliare mosse, perché, prima di rinunciare ancora a Pea, ci penseremmo non una, ma dieci volte. I denigratori (e ce ne sono anche qui…) lo accusano di essere un intransigente, di fidarsi unicamente di se stesso, di pensare troppo a “vendersi bene” all’esterno e di essere poco aziendalista. Oltre al fatto che, calcisticamente parlando, non pratica un gran gioco, anzi è difensivista all’eccesso. Ci sarà anche un fondo di verità in tutto ciò, non lo neghiamo, ma ieri abbiamo letto un’intervista illuminante sulla Gazzetta ad Antonio Conte, in cui gli si chiede se non sia strano il fatto che in Italia il mercato lo facciano solo i dirigenti, mentre in Inghilterra accade spesso che a decidere siano pure i tecnici. La sua risposta è stata: «Se hai un allenatore che ha una precisa organizzazione di gioco, non si può escluderlo dalle scelte tecniche». Capito perché Luca Baraldi non può rimanere al Padova, dopo quanto combinato con Fabrizio Salvatori? Se si pensa ad un progetto, serio e bene articolato, con Pea al centro, il manager emiliano dovrà andarsene: figuratevi un po’ se accetterebbe intrusioni da parte del mister su come condurre la campagna acquisti-vendite! Diversamente, prepariamoci ad un altro anno di invidie, trabocchetti, litigi e, inevitabilmente, errori.

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