Euganeo, c’era una volta un fortino inespugnabile

Euganeo, c’era una volta un fortino inespugnabile

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Da fortino inespugnabile a campo da cui si può uscire con qualche punto in tasca. Stiamo parlando dell’Euganeo, stadio su cui nei primi tre mesi di campionato il Padova aveva costruito le proprie fortune. Otto le partite disputate in quel lasso di tempo, con due pareggi di fronte all’allora capolista Novara e all’Empoli, arrivato ancora imbattuto, a fronte di sei vittorie, in cinque casi con almeno due reti di scarto. Venti, per una media di 2,5 a gara, i gol segnati, mentre Agliardi era stato superato solo sei volte. I risultati positivi aiutano poi in termini di personalità e carattere, come dimostrano le due partite – vittoria con il Cittadella e pareggio con l’Empoli, rimediate, sempre in quel trimestre, nei minuti finali.

Il cambio di passo il 27 novembre – e agli scaramantici non sfuggirà che si disputava la diciassettesima partita – quando il Varese, sotto per 2-1 a sette minuti dal termine, ribaltava il risultato portando a casa tre punti ormai insperati. Sabato scorso, ancora in prossimità del triplice fischio finale, è arrivato con la Triestina un altro ko interno, a chiudere – almeno si spera – questo ciclo decisamente meno fortunato sul proprio campo. Questi i verdetti dei numeri: sei partite giocate, due vittorie, entrambe per 1-0, altrettanti pareggi e ko. Scende a 1 la media punti e quella dei gol realizzati (sei in totale). Idem per quanto riguarda quelli subiti (era 0,75).

Ed è proprio in avanti che si registra il trend peggiore, anche a causa dell’assenza nell’ultimo mese di Succi e Di Gennaro che da soli avevano garantito complessivamente un bottino di venti realizzazioni. Ha preso per mano la squadra su questo fronte Vantaggiato (cinque gol), ma devono ancora sbloccarsi, oltre a Di Nardo, i nuovi acquisti De Paula e Ardemagni. Manca inoltre il supporto in fase realizzativa dei compagni degli altri reparti se è vero che nell’anno nuovo all’Euganeo si registra solo un gol di Legati.

Il cammino esterno. Tutti questi dati vanno poi letti e interpretati in funzione del cammino in trasferta che vede il Padova – unica squadra di serie B – ancora a secco di successi. In questo caso è anche la fase difensiva a subire la condanna da parte dei numeri, dal momento che lontano dal proprio campo solo a Trieste l’undici biancoscudato non ha subìto reti. È vero che il rigore della Reggina nella scorsa giornata era molto dubbio ed è vero pure che nel 2011 Cano e colleghi non hanno mai perso fuori casa, raccogliendo punti in terreni di gioco tutt’altro che abbordabili come Novara, Livorno e Reggio Calabria, ma resta al tempo stesso una classifica, quella dei punti esterni, che vede il Padova desolatamente all’ultimo posto con sette punti, frutto di altrettanti pareggi in dodici gare complessive. Penultimi sono Piacenza, Portogruaro e Frosinone a quota nove. Dodici le reti segnate, diciannove quelle subite. Non manca tuttavia qualche aspetto che fa in parte ritornare il sorriso. Rispetto a un anno fa, quando la formazione allora guidata da Carlo Sabatini si trovava in penultima posizione a quota ventotto, l’attuale Padova ha conquistato sette punti in più in classifica. Adesso, pur con un trend da migliorare in casa e fuori, i play off restano a un passo.

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