Euganeo prima volta a porte chiuse, Bonetto: “Via i mascalzoni dallo stadio, faremo una riunione con il tifo organizzato”

Euganeo prima volta a porte chiuse, Bonetto: “Via i mascalzoni dallo stadio, faremo una riunione con il tifo organizzato”

Biancoscudati Padova-Montebelluna si giocherà in uno stadio Euganeo senza spettatori. La decisione del Giudice Sportivo della Lega Nazionale Dilettanti, ampiamente attesa dopo che tre petardi, domenica scorsa, erano esplosi a ridosso della panchina dell’Altovicentino, allo stadio di Valdagno, ieri è arrivata puntuale «Una gara da disputarsi a porte chiuse ed ammenda di 2.000 euro», ha scritto il giudice nel dispositivo. «Per avere i propri sostenitori, in campo avverso, introdotto nel settore loro riservato e fatto esplodere nel corso della gara tre bombe carta sul campo per destinazione, e 2 fumogeni all’interno del proprio settore. Sanzione così determinata in considerazione della oggettiva idoneità del materiale pirotecnico utilizzato a cagionare danni alla integrità fisica dei presenti, nonché della recidiva specifica reiterata per i fatti di cui ai comunicati ufficiali 23, 34 e 64». Quasi sollievo. Alla fine, a ben guardare, la giustizia sportiva è stata persino clemente. Il rischio, serio, era che arrivasse una doppia giornata a porte chiuse o la squalifica del campo. Un sospetto più che legittimo, visto che quanto avvenuto a Valdagno non è stato una novità: lo scorso 15 ottobre, infatti, il giudice aveva già inflitto la chiusura dei settori locali al Padova dopo i fumogeni e i petardi esplosi a Fontanafredda, sospendendo però la pena e dando l’ok alla disputa di Padova-Belluno davanti a seimila spettatori. Qualcuno, evidentemente, non aveva capito l’antifona: sia l’arbitro, nel suo referto, che il commissario di campo della Lega Dilettanti hanno annotato quanto piovuto dalla tribuna biancoscudata domenica scorsa, e il giudice stavolta non si è limitato ad una pacca sulla spalla. Il 18 gennaio l’Euganeo sarà blindato: gli unici autorizzati ad accedervi saranno gli addetti ai lavori e i tifosi del Montebelluna. Immediati i commenti furiosi, sul web, dei tifosi biancoscudati, costretti per colpa di qualche esagitato ad abbandonare le tribune. ««C’è molta amarezza, anche se ce l’aspettavamo», ammette l’a.d. biancoscudato Roberto Bonetto, «Ma forse siamo stati anche fortunati, vista la gravità della situazione. Non siamo stati in grado di isolare questo virus, ma ho già chiesto che sia fatta al più presto una riunione con i rappresentanti dei vari gruppi del tifo organizzato, ultras e non, per mettere alla gogna certi mascalzoni». I precedenti. Ed è una decisione, per così dire, storica: mai, nel corso della sua storia, il Padova (persino il Calcio Padova 1910) era stato costretto a disputare una partita ufficiale a porte chiuse. Solo due volte, negli anni Novanta, l’Appiani venne squalificato: prima a seguito dei gravi incidenti avvenuti nel derby col Vicenza, quindi la stagione successiva, quando si giocò sul neutro di Bologna la prima partita di serie A con la Sampdoria.

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