Fine ritiro, il preparatore Marin: “Da qui in avanti diminuiremo i carichi di lavoro”

Fine ritiro, il preparatore Marin: “Da qui in avanti diminuiremo i carichi di lavoro”

«Il bilancio è più che positivo, e i ragazzi si sono applicati con una volontà sopra le righe». A tirare le somme delle due settimane di lavoro nel ritiro di Pieve di Cadore è il preparatore atletico Alan Marin, che ha il compito di fare carburare al meglio gambe e fiato dei biancoscudati in vista del campionato di Lega Pro che scatterà domenica 6 settembre. «Nei primi tre-quattro giorni di ritiro abbiamo effettuato una fase di adattamento molto soft con la palla monitorato con strumentazione Gps che ha evidenziato comunque una buona intensità, dopodiché sono stati fatti dei test per avere i valori di riferimento sui quali iniziare il lavoro vero e proprio con carichi importanti individualizzati sotto l’aspetto organico, aerobico e della forza, ai quali i ragazzi hanno risposto molto bene. Siamo molto soddisfatti, anche perché non ci sono stati infortuni di rilievo». Naturalmente già da oggi, con la ripresa della preparazione al Geremia, si tratterà di proseguire il percorso iniziato durante il soggiorno dolomitico. «In linea di massima è già tutto programmato, si tratta di limare alcuni aspetti in base alle date della stagione. Abbiamo una buona base di partenza considerato che manca poco più di un mese all’inizio del campionato, da oggi in avanti lavoro aerobico e di forza saranno funzionali alla partita e il fatto che passeremo a una sola sessione di allenamenti giornaliera modifica la mole di lavoro. Insieme alla società abbiamo anche optato di giocare amichevoli ogni tre giorni per acquisire sempre di più il ritmo gara». Per il “prof” è il secondo anno con il Padova. Come è il nuovo gruppo di biancoscudati? «Anche i nuovi si sono messi a disposizione con grande voglia di lavorare, li ho visti anche scherzosi: si sta bene insieme. Si nota che tra vecchi e nuovi c’è già amalgama e sappiamo quanto il gruppo sia importante. Posso dire che si è già cementato». L’obiettivo è portare a un livello ottimale la condizione fisica della squadra per l’esordio in campionato? «La nostra idea, come l’anno scorso, è avere una squadra che per tutto l’arco del campionato mantenga una condizione all’80 per cento. Poi sappiamo che è fisiologico che ci possano essere dei picchi verso l’alto o verso il basso, e la nostra bravura deve essere quella di far sì che non si verifichino. Puntiamo a tenere una condizione ottimale costante per presentarci bene anche al primo appuntamento di Coppa Italia tra due venerdì: le gambe potranno essere meno brillanti alla luce dei carichi che abbiamo svolto, ma ci attendiamo riscontri positivi anche in Coppa, vorrebbe dire che siamo sulla strada giusta». Per affinare sempre più la preparazione, ci si è affidati anche a Pieve di Cadore all’utilizzo di strumenti tecnologici: la Bia per la valutazione dei liquidi e della massa dei giocatori, il Gps per la valutazione della potenza metabolica (accelerazioni e decelerazioni), le riprese dall’alto con un drone per avere una visione perfetta dei movimenti tattici sul campo. «La tecnologia ti aiuta a limare quegli aspetti che possono sfuggire, ma tante volte i nostri occhi e le nostre sensazioni sul campo ci consentono di avere informazioni più precise».

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