Finito il girone d’andata, ecco il pagellone del Girone C della Serie D. Padova e Belluno promosse a pieni voti

Finito il girone d’andata, ecco il pagellone del Girone C della Serie D. Padova e Belluno promosse a pieni voti

Metà campionato, tempo dunque di bilanci nell’ambito del Girone C della Serie D, che in queste prime diciassette giornate ha già visto delinearsi con chiarezza le proprie gerarchie. Obiettivamente, scarse sono state le sorprese: a girare davanti a tutti è il Padova, braccato a ruota dall’Altovicentino, che domenica ha avuto la meglio nell’infuocato scontro diretto di Valdagno. Al terzo posto poi, ecco il sorprendente Belluno, per sei giornate in vetta alla classifica a punteggio pieno a braccetto proprio con i biancoscudati, seguito a meno quattro dalla Sacilese. Insomma, le quattro squadre più quotate in avvio di stagione. Nella zona bassa della classifica, invece, non se la passano bene le tre trentine e le due triestine: sarà bagarre sino alla fine. Ecco il nostro “pagellone”, in rigoroso ordine alfabetico, iniziando dunque col botto, con l’Altovicentino, rivale-promozione del Padova.

Altovicentino 7,5: Persa al fotofinish la promozione in Lega Pro la scorsa stagione, l’obiettivo dell’ambizioso (e facoltoso) presidente Dalle Rive è stato chiaro sin dall’inizio: rifarsi immediatamente. Rosa di primo piano, inutile sottolinearlo, che conta tra le sue fila il vice-capocannoniere Maurizio Peluso (il giustiziere del Padova) ed è stata a dicembre ulteriormente rinforzata con arrivi di primissimo piano come quelli di Marrazzo, Cozzolino e Gambino (33 gol in tre in questa stagione). Avvio super nelle prime tredici gare con undici vittorie e due soli pareggi, rimediati contro Sacilese e Fontanafredda. Un ruolino che aveva fatto guadagnare a Dal Dosso e compagni la vetta della graduatoria a più tre sul Padova secondo in classifica. Poi il black out: il dicembre nero. Due bruschi KO consecutivi rimediati contro ArziChiampo e Giorgione (costati la panchina ad Enrico Cunico) ed un pirotecnico 4-4 al Ballarin di Chioggia. Risultato? Padova nuovamente in fuga a più cinque. Un Padova però sconfitto (immeritatamente) nello scontro diretto. I due punti che ora separano le due compagini tengono i giochi più aperti che mai. Starà a mister Zanin riuscire a rimontare i biancoscudati, ma allo stesso tempo ad amalgamare con successo i nuovi innesti, operazione che potrebbe costare qualche punto, specialmente nelle prossime settimane. In ogni caso, la mente delle due tifoserie è già diretta al 10 maggio. Se i punti di distanza rimarranno invariati, lì sì che se ne vedranno delle belle, allo Stadio Euganeo.

ArzignanoChiampo 7: La migliore tra le neopromosse, classifica canta. Con il capocannoniere del campionato tra le proprie fila: Martin Trinchieri, autore finora di 12 reti, che, nonostante la corte del Padova, a dicembre è rimasto in gialloazzurro. L’obiettivo della società era quello di ottenere una salvezza tranquilla: sarà senza dubbio così. Gli otto punti che separano in questo momento gli uomini di Beggio dalla zona playout ne sono la dimostrazione. Da segnalare anche le prestazioni di Mattia Carlotto, a segno in sei occasioni.

Belluno 8: Che la squadra di Vecchiato fosse tra le più attrezzate del campionato, questo lo si era già capito prima dell’inizio del campionato. Ma il suo rendimento ha superato anche le più rosee previsioni, specialmente in avvio di stagione: sei vittorie nelle prime sei partite e scontro diretto per il primato da giocare al settimo turno allo Stadio Euganeo contro la corazzata Padova. 1-0 il finale in favore dei biancoscudati grazie (o a causa, dipende dai punti di vista…) ad un’autorete di Merli Sala, ma squadra che esce a testa alta dall’incontro dopo aver dimostrato di avere buone individualità (in primis bomber Simone “il cobra” Corbanese, 11 gol per lui) ma soprattutto una chiara identità di gioco. Quella stessa identità che di lì in poi ha fatto sì che il rendimento complessivo si mantenesse su buoni livelli, permettendo così ai gialloblu di girare a quota 36, a soli cinque punti di distanza dalla vetta. Obiettivamente ci pare ormai improbabile un serio e duraturo inserimento-promozione da parte degli uomini di Vecchiato nei confronti di Padova ed Altovicentino, ma una cosa è chiara: questi ragazzi ci sanno fare, specialmente tra le mura amiche del Polisportivo.

Clodiense 6,5: La squadra granata è giovane e frizzante. Una delle migliori viste affrontare il Padova in questa prima metà di campionato (non a caso fu pareggio). Organizzazione di gioco e zero catenaccio, nemmeno contro le prime della classe (vedasi 4-4 contro Altovicentino). Un plauso dunque a mister Pagan, che però dovrebbe cercare di sistemare una difesa un po’ troppo “ballerina”. Se ci riuscirà, state pur certi di vedere questa squadra iniziare a scalare posizioni in graduatoria. L’ottavo posto che occupa al momento, infatti, non è in linea con le potenzialità di questa formazione.

Dro 5,5: Quattordicesimo posto, zona playout e numeri mediocri per la formazione gialloverde: tre sole vittorie, secondo peggior attacco con 15 gol segnati e mancanza di un efficace terminale offensivo (il maggior realizzatore della squadra è infatti Cicuttini, con soli 4 gol all’attivo). L’obiettivo è quello della salvezza, certo, ma l’impressione è che si possa ripetere ciò che accadde l’anno scorso, quando la squadra terminò il campionato in zona playout. E lì ci sarà da tirare fuori le unghie. 

Fontanafredda 6: Obiettivo salvezza tranquilla per una neopromossa omogeneamente attrezzata in tutti i reparti, che al momento occupa la decima posizione, a distanza di sicurezza dalla zona-playout. Ottimo mix tra “vecchi” di esperienza e giovani provenienti o dal vivaio, oppure dall’Udinese. E’ questo il caso del ’94 Davide Grotto e dell’ottimo portierino classe ’96 Guglielmo Vicario. Rendimento in linea con le qualità della squadra.

Giorgione 6: Altra squadra che ha l’obiettivo di rimanere in questa categoria. Se il campionato terminasse oggi, per la truppa di mister Paganin sarebbe lieto fine, anche se solo per un paio di punti. Pericolosamente vicina è infatti la zona playout. Ci sarà da lottare fino all’ultima giornata per ottenere la salvezza diretta. In questo senso, imprescindibili saranno le marcature dei due più prolifici attaccanti della squadra: Baggio e Podvorika.

Kras Repen 5: Da anni la formazione carsolina fa su e giù tra l’Eccellenza e la Serie D. E la stagione in corso sembra non voler smentire questa tradizione: undici punti, trentacinque gol subiti, zero partite vinte di fronte al pubblico amico ed una situazione alquanto delicata. A seguito dell’undicesima giornata, nel tentativo di migliorare il rendimento della squadra, la società aveva optato per l’esonero di mister Arcaba, sostituendolo con Anton Zlogar. Ma la classifica, nonostante un incoraggiante avvio della nuova gestione con una vittoria esterna ottenuta sul campo del Mezzocorona, non ne ha beneficiato. Un solo punto nelle ultime cinque partite per il Kras, che ha come unica arma offensiva l’esperto centravanti Radenko Knezevic. Forse troppo poco.

Legnago 5,5: La formazione veronese al momento occupa il tredicesimo posto, il primo della zona playout. Il suo problema? La difesa. Con 33 reti subite è infatti la terza più battuta del campionato, dopo quelle di Kras Repen e Mori Santo Stefano, le due squadre meno attrezzate del campionato. Può però contare su un reparto offensivo di buon valore, specialmente sugli esterni: Nicola Valente ed il giovane Marco Farinazzo sono tutt’altro che giocatori da zona playout. Rendimento migliorabile in questa seconda parte di stagione, ma occorrerà porre fine al più presto alla striscia senza vittorie che si protrae ormai dal dodicesimo turno.

Mezzocorona 5: La squadra del “poco”: dai punti conquistati (solamente sette, ma senza penalizzazione sarebbero undici) ai gol realizzati (peggior attacco con la miseria di 11 gol messi a segno). Dalle reti subite (22, un numero alquanto esiguo per una squadra penultima in classifica), alla liquidità di cui dispone la società, che quest’estate è riuscita ad iscrivere la squadra tra mille difficoltà. Per mister Luca Lomi (che sta facendo quello che può con il materiale tecnico che ha a disposizione) sarebbe un buon risultato già solo terminare in zona playout. E a quel punto giocarsela con il coltello fra i denti facendo specialmente leva sul fattore campo. Ma ci sarà da sudare. E non poco.

Montebelluna 6,5: Un tecnico assolutamente preparato per la categoria come Daniele Pasa e molte individualità di buon livello presenti in rosa (prima fra tutte Giglio, rimasto in biancoceleste nonostante le avances del Padova) sono garanzia di ottimo rendimento per la società trevigiana, che può ambire a raggiungere il quinto posto, l’ultimo utile per la zona playoff, distante solamente un paio di punti. Il tutto utilizzando numerosi giocatori provenienti dal vivaio. Una bella realtà nel panorama calcistico veneto.

Mori Santo Stefano 4,5: Inutile utilizzare troppi giri di parole: i ragazzi di Davide Zoller sono i principali candidati alla retrocessione. 7 punti racimolati in diciassette incontri disputati, una sola partita vinta (contro il Kras), peggior difesa con 36 reti incassate e secondo peggior attacco del campionato ex aequo con il Dro. Numeri che parlano chiaro, che testimoniano la situazione di una squadra che, come da pronostici, si sta rivelando non sufficientemente attrezzata per rimanere in questa categoria. Insomma, tira più aria di Mori che di Santo Stefano. Ma onestamente, per una società tanto piccola, è già un successo partecipare a questo campionato. De Coubertin docet.

Padova 8,5: Nonostante la sconfitta patita nello scontro diretto con l’Altovicentino, la truppa-Parlato gira davanti a tutti, a quota 41 punti. Titolo di campione d’inverno senza dubbio meritato da parte di Cunico e compagni, caduti immeritatamente in sole due occasioni: a Valdagno, appunto, ed a Sacile. Due gare letteralmente “stregate”. Peccato però per i due evitabili pareggi maturati a novembre (mese in questi ultimi anni sempre sfortunato per i colori biancoscudati) contro Triestina (un vero e proprio suicidio sportivo) e Clodiense. Ma abili sono stati poi i giocatori a reagire e ad approfittare degli scivoloni dell’Altovicentino, che nel frattempo era balzato in vetta alla classifica. Insomma, in tutta franchezza, cosa si poteva chiedere di più ad una società nata il 24 luglio ed a una squadra che ha iniziato a lavorare sul campo il 5 agosto e che pian piano mister Parlato ha plasmato valutando le qualità di decine e decine di giocatori in poche settimane? Insomma, è stato fatto tutto per il meglio. Naturale dunque elogiare anche l’operato del ds De Poli: senza di lui questi giocatori non avrebbero vestito la maglia biancoscudata. Peli nell’uovo sono stati il “caso Cesca” ed il non proprio azzeccato arrivo di Tiboni. Il Padova ha insomma dimostrato di non essere secondo a nessuno: stando a quanto ci ha detto il campo fino ad oggi, non può che esserci ottimismo in vista del girone di ritorno. Se quest’ultimo si dovesse rivelare in linea con quello d’andata… beh, sappiamo tutti cosa accadrebbe.

Ripa Fenadora 7: Sette in pagella per la formazione neroverde, abile a condurre questa prima metà di campionato con ottima costanza di risultati. Una sola sconfitta tra le mura amiche del sempre insidioso Boscherai e tanta voglia di riconfermarsi in questo girone di ritorno. A suonare la carica per riuscire a strappare l’ultimo posto utile per i playoff, bomber Brotto, autore di 8 reti. La perdita di Salvadori, trasferitosi agli sgoccioli del mercato di riparazione ai Biancoscudati Padova, non risulterà indolore. Ma i presupposti per raggiungere questo prestigioso obiettivo per questa piccola società sembrano esserci.

Sacilese 6,5: Quarta in classifica, la squadra di mister Zironelli occupa una posizione più o meno in linea con i pronostici della vigilia e che con tutta probabilità rimarrà tale anche nella seconda metà del campionato: risultano infatti improbabili sia un’uscita dalla zona playoff, sia un inserimento nella lotta promozione. Osso duro per chiunque (e lo sarà fino al termine), si è già tolta la soddisfazione di bloccare la corsa di big come Padova ed Altovicentino anche grazie ad un reparto offensivo di primo piano per la categoria formato dai padovani Sottovia e Beccaro. Ma ai tifosi biancoscudati non sono ancora passate di mente le prodezze di Alessandro Favaro, il portiere biancorosso, altro estremo difensore di proprietà dell’Udinese. Una società che con i portieri ci sa fare. Da sempre (Zoff, Scuffet…).

Tamai 6: Squadra costruita per piazzarsi a metà classifica, occupa al momento la settima piazza. Un piazzamento in linea con il valore della squadra, che non avrà difficoltà a salvarsi con una manciata di giornate d’anticipo. I risultati sportivi, però, passano inevitabilmente in secondo piano alla luce della tragica quanto prematura scomparsa di Riccardo Meneghel, giovane difensore delle furie rosse che ha perso la vita in un incidente stradale lo scorso 19 settembre. Dopo aver rinviato l’incontro di Chioggia in programma soli due giorni più tardi, il Tamai tornò in campo proprio contro il Padova. Nell’animo dei presenti c’è ancora commozione nel ricordare il tributo che gli ultras biancoscudati rivolsero alla società ed ai familiari di “Mene” quel giorno. Altro che petardi…

Triestina 5,5: Certo non si può chiedere la luna ad una squadra allestita in fretta e furia addirittura dopo il Padova (gran parte degli acquisti si formalizzarono attorno al 20 agosto) da una società nuova di zecca chiamata a riparare i danni della scellerata gestione Mehmeti-Mbock. L’obiettivo stagionale è infatti quello della salvezza. Al momento gli alabardati occupano la terz’ultima posizione ex aequo con il Kras Repen a quota 11 punti (gli stessi che avrebbe però il Mezzocorona senza penalizzazione), dunque se la stagione finisse oggi il verdetto sarebbe quello dei playout. Uno scenario difficile ma non impossibile da evitare per una squadra che a gennaio è stata rinforzata con gli acquisti, tutti “padovani” di Bedin dai Biancoscudati, Gusella dal San Paolo e Rocco (un cognome, un destino) dalla Thermal Abano. E’ a lui che è stato affidato il reparto offensivo dopo la cessione dell’ariete Bez (4 gol per lui) all’Adriese, compagine di eccellenza. C’è ottimismo nell’aria in ottica salvezza. Ma che peccato vedere una società dalla tale storia ridotta così…

Union Pro 6,5: Prossima avversaria del Padova, sebbene priva di particolari individualità la truppa dell’ottimo Feltrin ha chiuso il girone d’andata all’undicesimo posto, a più cinque punti sulla zona playout. Un traguardo certamente notevole in ottica salvezza. L’obiettivo nella seconda metà di campionato è dunque quello di ripetersi. Notevole la striscia positiva di sei turni messa in fila tra novembre e dicembre. Piccola rivelazione della stagione.

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