Giorgione-Padova, le pagelle: Ferretti, che capolavoro! Ma è Cunico il man of the match

Giorgione-Padova, le pagelle: Ferretti, che capolavoro! Ma è Cunico il man of the match

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Petkovic 6.5: Giornata impegnativa per lui, chiamato più volte a mettere una pezza alle avanzate rossostellate. Quasi sempre attento nelle uscite sia alte che basse (in una di esse avrebbe potuto causare un rigore che però il signor Camplone, la cui prova è stata da mettersi le mani nei capelli, non ha ravvisato), mette in mostra la sua agilità  sia in chiusura di primo tempo sia nel corso del secondo con tuffi magistrali a neutralizzare due insidiosissime conclusioni ospiti rispettivamente di Giacomazzi e di Gazzola. Incolpevole nei gol subiti.

Dionisi 6: Prestazione bifronte la sua: parte a mille al fischio d’inizio rivelandosi per gran parte della prima frazione come dolorosa spina nel fianco della difesa rossostellata con le sue consuete sgroppate offensive. Al 41′, però, da diffidato, si fa ammonire (salterà  la trasferta di Dro) e ciò lo condiziona non poco nel corso del secondo tempo, quando, chiamato a difendere l’ampio vantaggio biancoscudato, non appare certo irreprensibile perdensosi Mattioli in occasione del primo gol del Giorgione..

Sentinelli 6.5: Riuscirà  mai il difensore romano a prendere un’insufficienza in questa stagione? Iniziamo a credere di no. Dalle sue parti non si passa (i gol del Giorgione, infatti, sono figli di azioni sulle fasce): giganteggia di testa e vince in continuazione i duelli palla a terra con gli avanti avversari, non tirando mai indietro la gamba, anzi…

Thomassen 6.5: Complice la sua esperienza, si conferma rincalzo di grande affidabilità  per mister Parlato, che lo butta nella mischia per sostituire lo squalificato Niccolini. Oltre a neutralizzare molti attacchi rossostellati, non disdegna di presentarsi in area di rigore avversaria per tentare di pungere di testa.

Degrassi 6: Poco fumo e tanto arrosto per il terzino scuola Juve che, come al solito, nonostante la giovane età  appare sempre sul pezzo, specialmente nel secondo tempo, quando è chiamato, insieme ai suoi compagni di reparto, a mantenere il vantaggio biancoscudato arginando le offensive rossostellate. Anche oggi, però, “accusa” il fatto che la corsia forte della squadra sia quella di destra, evidenziandosi di meno rispetto al suo omologo Dionisi. Ma questi sono i dettami di mister Parlato.

Mazzocco 7: Insieme a Nichele nella zona nevralgica del campo, contribuisce in maniera determinante a creare prima ed a mantenere poi gli indiavolati ritmi su cui la squadra vola nel primo tempo. Vero mastino per gli avversari nella seconda frazione, si conferma giocatore che non ha nulla a che fare con questa categoria. Peccato però per un po’ di imprecisione in fase di finalizzazione nel secondo tempo, senza dubbio perdonabilissima.

Nichele 6.5: Il motore della squadra. Un motore che non funziona a cavalli, bensì a grinta e polmoni, armi con cui mantenere alti i valori sul tachimetro dell’intensità  biancoscudata. Insomma, il suo contributo si fa sentire anche oggi, anche, ad onor del vero, in occasione del rigore sanzionato al Giorgione al 90′, causato da un suo intervento irregolare.

Busetto 7.5: Dopo una prestazione così così contro la Triestina, eccolo tornare quello di Arzignano. Ma da esterno alto. Mette il suo zampino in occasione delle prime due reti biancoscudate, cancella la parola stanchezza dal suo vocabolario e, fino a quando rimane il campo, dà  il cento per cento per la squadra. E si vede. Il coro dei tifosi con il suo nome ne è la più lampante prova.

(Dal 68′ Pittarello) s.v.: gioca poco più di venti minuti, ma tocca pochi, pochissimi palloni, avendo la squadra la necessità  di gestire il vantaggio, non di incrementarlo.

Cunico 8: il man of the match della gara odierna. Braccato continuamente dai difensori avversari (spesso in più di uno alla volta), riesce comunque a mettere in mostra la sua classe smistando decine e decine di palloni e fornendo ad Aperi l’assist per il primo gol biancoscudato. Ah, dimenticavamo: in rete ci va anche lui. E per ben due volte. Coglie l’occasione per fare definitivamente pace con il dischetto del rigore. Chapeau.

(dall’81’ Segato) s.v.

Aperi 7: Grazie al gol siglato domenica scorsa contro la Triestina, sfila ad Ilari la maglia da titolare e fornisce una signora prestazione aprendo le marcature a metà  primo tempo con una sassata degna del miglior Tony Yeboah. Insomma, ha messo un bel po’ di tarli nella testa di mister Parlato anche per le successive gare. Avanti così.

(dal 52′ Bedin) 6: Muscoli e temperamento nella seconda frazione.

Ferretti 7.5: Bypassiamo l’ottimo contributo che torna a dare dal 1′ alla squadra (ed il punteggio al termine del primo tempo ne è la più limpida dimostrazione) con le sue sportellate, le sue sponde, la sua verve, perché gli episodi chiave della sua gara sono due: il primo è il gol da cineteca realizzato da metà  campo al 39′ a scavalcare il portiere avversario colpevolmente colto fuori dai pali, il secondo è l’ingenua espulsione per doppia ammonizione maturata quattro minuti più tardi a causa di un ingenuo fallo di mano. Obiettivamente però, cari lettori, come non perdonargliela dopo aver realizzato una rete del genere? Sono questi i gesti che rendono il calcio un’arte magnifica e che hanno fatto innamorare ciascuno di noi di questo sport. Della squalifica, tra un po’ di mesi, in pochi se ne ricorderanno. Il gol capolavoro che ha inventato, invece, sarà  difficile da dimenticare. Grazie Rulo.

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