Giorgione-Padova, quando il presidente mostrò la pistola

Giorgione-Padova, quando il presidente mostrò la pistola

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La storia è nota ma, in occasione di Giorgione-Padova (in programma domenica), non può che essere raccontata nuovamente. Nel 2000 le due squadre si affrontarono in C/2 – come ricostruisce oggi Il Mattino (ne abbiamo parlato anche noi di recente nella nostra rubrica Lunedì Amarcord, clicca qui) – fu la prima e unica volta nella loro storia. Tredici febbraio 2000, il Padova di Beruatto sbarca a Castelfranco. Arrivata allo stadio, la squadra trova lo spogliatoio cosparso di ammoniaca: impossibile respirare, il Padova decide di cambiarsi sul pullman. E quando il capitano di allora, Diego Bonavina, fa le sue rimostranze al giovane Raffaele Auriemma, figlio del presidente castellano, questi apre la giacca facendo intravedere il calcio di una pistola. Sul campo il Padova vince 2-0 coi gol di Ticli e Sanna, ma a fine gara la squadra decide di non metter nemmeno piede in spogliatoio, torna a casa in pullman con la divisa ancora addosso e la partita termina nei tribunali: la testimonianza di Bonavina e del medico sociale, Augusto Brusomini, portano alla condanna a due mesi di reclusione per Auriemma. «A distanza di 12 anni conservo in me un rospo che ancora adesso è duro da tirar fuori», ricorda Bonavina, «perché a quella pagina amara del calcio è legato il nostro fallimento sportivo. Arrivammo a Giorgione vicini ai playoff, ma il giocattolino si ruppe. Compagni e allenatore mi lasciarono da solo, persino quelli che in quei frangenti erano di fianco a me si tirarono indietro: fui l’unico a testimoniare in tribunale, e se non fosse stato per Brusomini chissà cosa sarebbe successo. Mi arrabbiai con Beruatto e con i compagni, e lo spogliatoio si sfasciò, portandoci a non raggiungere nemmeno i playoff. La pistola di Auriemma non riuscì a farci perdere quella partita, ma ebbe l’effetto di rovinare il nostro campionato».

La rinascita. Nel giro di pochi mesi la gestione Auriemma fallì e il Giorgione ripartì dalla terza categoria con Egidio Fior e i fratelli Tiziano e Orfeo Antonello al timone. Quest’ultimo oggi ne è il presidente ed è pronto a ritrovare il Padova: «Noi siamo una società nuova e abbiamo dato un taglio al passato», annuncia il patron rossostellato. «Accogliere di nuovo il Padova sarà un bello stimolo e spero che la partita di domenica guardi avanti, allo spirito agonistico del calcio e dello sport, e non vada a rispolverare vecchie ruggini».

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