Humberto Rosa: “La partita di ieri può rappresentare una svolta, i giocatori hanno bisogno di fiducia”

Humberto Rosa: “La partita di ieri può rappresentare una svolta, i giocatori hanno bisogno di fiducia”

E’ possibile intervistare la Storia? Noi di Padova Sport l’abbiamo fatto ieri pomeriggio. Ha parlato per noi Humberto Rosa, leggenda vivente del Calcio Padova.

Classe ’32, nativo di Buenos Aires, giunge all’ombra del Santo nell’estate del 1956, acquistato dalla Sampdoria, per ricoprire il ruolo di mezzala. Con lui in campo la società biancoscudata vive gli anni più gloriosi della sua centenaria esistenza, arrivando persino ad ottenere il terzo posto in Serie A nella stagione 1957-1958. Nel ’61 si trasferisce alla Juventus di Charles e Sivori, e dopo aver appeso le scarpette al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Nel gennaio del 1966 torna in biancoscudato, chiamato dal Presidente Vescovi, per risollevare le sorti della squadra che si trovava all’ultimo posto in Serie B. I risultati furono esaltanti, e il Padova si classificò al nono posto finale. Nella stagione successiva sfiora l’impresa di conquistare la Coppa Italia, ma viene sconfitto in finale dal Milan che si aggiudica il trofeo grazie ad una rete siglata da Amarildo. La sua avventura sulla panchina del Padova termina il 26 ottobre del 1969, dopo aver comunicato le proprie dimissioni in seguito al pareggio contro il Marzotto Valdagno alla settima giornata ( è dunque bene precisare che non si trattò di un esonero, come erroneamente in altri casi riportato ).

Quali sono secondo lei i principali problemi di questo Padova?

Io credo che i problemi del Padova siano legati principalmente al fattore psicologico. A mio modo di vedere infatti, la rosa è completa e sulla carta non è sicuramente da retrocessione, ma non gioca al meglio perché i giocatori hanno perso fiducia in se stessi e sarà compito dell’allenatore motivarli. Forse ha pesato sulla situazione attuale anche il fatto che la squadra è stata rivoluzionata quest’estate. Una squadra si costruisce con gli anni, come il mio Padova: quando arrivai dalla Sampdoria trovai una squadra già formata e affiatata. Conta il gruppo!

Il Padova ha ben undici giocatori che non sono di proprietà, di cui sei o sette titolari. Buona parte di loro è destinata a tornare nelle rispettive squadre al termine della stagione. Ciò è un male?

Non si deve costruire una squadra sui prestiti, non si lavora per altre società, specialmente nel caso del Padova, che ha una storia gloriosa! Si deve invece curare con attenzione il settore giovanile, e coltivare lì i giocatori per la prima squadra. Io feci esordire moltissimi giovani.

Tra l’altro nella stagione 1965-1966 la primavera del suo Padova si laureò campione d’Italia di categoria…

Esattamente.

Cosa dovrebbe dire alla squadra un allenatore in questa situazione di classifica?

L’unica cosa che un allenatore può fare è agire dal punto di vista mentale, trasmettere grinta e fiducia ai giocatori, chiedendo di dare il massimo in campo. I giocatori poi, ovviamente, devono ascoltare il Mister, entrare in sintonia con lui e remare nella stessa direzione.

Lei avrebbe esonerato Marcolin?

Credo che i giocatori patiscano sempre il cambio d’allenatore. Varia infatti il modo di lavorare, il modulo da adottare e molte altre cose. Meno si cambia, meglio è. Al contrario però, l’esonero di Marcolin può essere stato positivo per dare una scossa all’ambiente. E’ normale che quando i risultati non arrivano sia l’allenatore a farne le spese.

Cosa ne pensa di Mutti?

E’ un allenatore competente, come tutti in Italia. Desidero fargli i miei auguri per la salvezza, mi auguro di cuore che riesca a raggiungerla così rende felice anche me!

E’ dunque la salvezza l’obbiettivo stagionale, o si può ancora sperare in qualcosa di più?

Il campionato è iniziato da poco e nel calcio può accadere di tutto. Ma è necessario che il pubblico continui ad incitare la squadra.

Ecco, in questo senso, hanno ragione i tifosi a contestare?

Il pubblico non ha torto a contestare; paga il biglietto e va allo stadio per vedere vincere la squadra, dunque è logico che contesti se non è soddisfatto di ciò che vede. L’ importante è che le critiche siano costruttive, senza polemiche, se no ne risente anche il morale dei giocatori.

Come dovrà muoversi il Padova in sede di mercato a gennaio?

Gennaio è tardi per costruire un gruppo poiché gli organici di tutte le squadre si sono ormai formati stabilmente. In ogni caso la società dovrà ascoltare le richieste dell’allenatore e se arriverà qualche giocatore che migliorerà la situazione, tanto meglio. Si dovrà registrare qualcosa specialmente in attacco, lo dicono i numeri.

E’ ottimista per la salvezza?

Non si può essere pienamente ottimisti. Ripeto, il parco giocatori è buono, ma nel calcio può succedere di tutto. Servirà anche un po’ di fortuna con gli infortuni. In questa prima parte di campionato ce ne sono stati molti, purtroppo.

Per concludere, pronostico per stasera?

La partita di questa sera può rappresentare una svolta. Mi sento solamente di dire che mi auguro che il Padova ottenga i tre punti, anche con un solo gol di scarto. Anche perché, se no, sarebbero gatte da pelare!

Fortunatamente, è andata proprio così.

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