I tifosi ci scrivono, non si placa l’ira contro Cestaro…

I tifosi ci scrivono, non si placa l’ira contro Cestaro…

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L’angolo dei vostri messaggi (info@padovasport.tv):

Luigi: Caro direttore, leggo con stupore che iniziano le interpretazioni più assurde da parte di qualche tuo collega sull’esonero di Pea, c’è chi addirittura illuminato dallo spirito santo parla di verità nascoste da rivelare, volendo a tutti i costi sorprendere e attirare il malcapitato lettore. A tutti noi è parso chiarissimo e lampante che questa decisione del presidente è un colpo durissimo al campionato del Padova, una svolta che cambia completamente i programmi, interrompe bruscamente un progetto che stava andando avanti secondo le tabelle di marcia, e confonde i giocatori, indottrinati secondo le idee di Pea e del suo credo tattico. Colomba ha davanti a se un lavoro durissimo, ma questa stagione, puzza già di fallimento, ancor prima di Natale. Poi arrivano i geni a dire che forse forse Pea se lo era meritato…… Non ho parole! Gradirei una sua interpretazione. La ringrazio e le rinnovo i miei complimenti, la seguo sempre.

(Caro Luigi, le posso assicurare che c’era un grande rapporto tra i giocatori e mister Pea, prova ne è che quasi tutti, dopo il licenziamento, lo hanno contattato telefonicamente. Lo stesso Pea ci ha rivelato di esserne rimasto sorpreso, nonchè quasi commosso . Altro che deterioramento dei rapporti… Non credo proprio che un medico sociale possa avere il potere di far esonerare un allenatore. Dopo aver ascoltato la conferenza stampa di ieri, e altri diretti interessati in privato, la mia idea è molto vicina a quella del collega Edel, espressa sul Mattino di oggi e che riporto parzialmente qui sotto:

Sarebbe bastato confessare la “verità” più semplice, ma imbarazzante: «Cari signori, Pea si era… allargato troppo. Voleva imporre ogni cosa, litigava troppo, e poi tutte le sere ai club, in mezzo ai tifosi!». I giri di parole non sono mai stati il pezzo forte di Marcello Cestaro e anche stavolta ne abbiamo avuto la conferma: il presidente ha cacciato l’allenatore lombardo semplicemente perché lo oscurava, era salito in cima al trono, e questo non era tollerabile per il “re”. Certo, ci sono molte similitudini con la fine amara dell’avventura a Sassuolo (anche lì incomprensioni con un paio di dirigenti), ma a nostra domanda (Perché non esonerarlo già dopo il pari con il Grosseto o dopo lo 0-0 di Brescia, quando tutti avevano visto il continuo scuotere la testa del patron nel dialogo con il mister?), il cavaliere ha risposto evasivamente. L’impressione è che Cestaro si sia tolto un peso: con Pea non legava proprio, lo definiva spesso un “chiacchierone”) Ste.Via.

Gianni: MESSAGGIO PER IL C.D.A. del Calcio Padova: In età avanzata possono intervenire dei cambiamenti pericolosi nel nostro comportamento e pertanto a parer mio non è da offendere la persona che ne viene colpita ma piuttosto aiutata. Aiutarla non vuol dire assecondarla ma cercare di allontanarla da mansioni dirigenziali e da cariche importanti al fine di evitargli errori che compromettano le sorti, anche economiche, di una società.

Roberto: Società di falliti, avete esonerato un Signor Allenatore, vergogna!!!! Siete incompetenti e dannosi come Dal Canto e Foschi. Invece di esonerare Pea, perché non sono stati buttati fuori gli altri due parassiti di Sottovia e Potti? Fate schifo!!!!

Davide: Caro direttore,dopo l’esonero di Pea e lo scontento generale ho cercato di capire le motivazioni che hanno portato il presidente a questa scelta.Premesso che Pea non l’avrei cambiato visto quanto ottenuto fino ad ora,provo ad andare controcorrente e faccio delle considerazioni.Il Padova è vero ha ottenuto 26 punti (28 sul campo) ma quanti di questi sono arrivati all’ultimo minuto e più di qualche volta immeritatamente?Il gioco poi credo che tutti possano confermare non fosse entusiasmante,ma quello che poi ha spinto Cestaro a cambiare sia la mancanza da parte la squadra di giocarsi la partita in quanto spesso rinunciataria o volta semplicemente al contropiede.Alla fine ciò che conta è il Padova e da tifoso spero sia la scelta giusta anche se non condivido e aggiungo Colomba non è uno dei miei allenatori preferiti.Pea piaceva a tutti me compreso ma da oggi sosteniamo Colomba e tifiamo ancora più forte FORZA PADOVA!

Riccardo: Dopo l’esonero del Signor Pea, per il bene del Padova resta solo ancora una cosa da fare: Presidente Cestaro, si autoesoneri e ceda il comando a Barbara Carron. Grazie.

Jadran: Che delusione Cestaro! Per fortuna che questo anno non ho rinnovato l’abbonamento! Grazie di tutto Pea. J Samperi

Gianluigi: Cara redazione, rimango alquanto basito nel leggere quante persone pensano che Cestaro sia “insostituibile” alla guida del Calcio Padova. Ma rimango ancora più allibito nel leggere che secondo molti Cestaro ha il diritto di fare qualsiasi cosa dal momento che tira fuori i soldi, anche quello di distruggere la società da lui stesso creata. Ma stiamo scherzando? Questi “sapientini” sono gli stessi che per il medesimo motivo difendevano anche un delinquente come Viganò, e che ti dicevano “Invece di andare allo stadio a dargli soldi, se proprio non vi piace, statevene a casa…”. Credo che certi “tifosi” siano dannosi, e sia ora che imparino a tenere la bocca chiusa! Per la cronaca: una società di calcio è espressione di un’intera comunità, cosa che un casolino o un’azienda di bulloni per fare degli esempi non sarà mai! Perciò è giusto e sacrosanto che un imprenditore qual è Cestaro sia costretto a rendere conto delle sue scelte anche ai propri tifosi, che lo ricordo, non sono “dipendenti”, non vengono pagati per andare allo stadio: anzi sono proprio loro a tenere in vita questo carrozzone chiamato “Calcio” acquistano biglietti, abbonamenti, merchandising e partite in tv…

Detto questo credo sia anche giusto ripercorrere il cammino biancoscudato di Marcello Cestaro, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che “Poverino, lui ha tirato fuori i soldi e salvato il Padova dal fallimento, questi tifosi sono proprio ingrati…”. Invece le cose vanno dette tutte, e come è giusto sottolineare che Cestaro abbia salvato il Padova dal fallimento, va detto che i soldi che ha tirato fuori per ripianare il bilancio di anno in anno li ha tirati fuori per errori COMMESSI DA LUI!

-2003/04: Cestaro arriva e fa piazza pulita di una squadra che aveva sfiorato la B e di un gruppo di calciatori che giocava insieme dalla C2. Forse sarebbero bastati un paio di innesti buoni per costruire una squadra in grado di competere per la promozione, invece arrivano Glerean e qualche suo pupillo del Cittadella. A metà stagione Glerean rassegna le dimissioni, al suo posto arriva Ulivieri. Alla fine si raggiunge un deludente ottavo posto.

-2004/05: Cestaro d’estate si prende una “pausa di riflessione”: ha capito di avere preso un bel pacco da Giustina Destro che gli aveva promesso la costruzione di un Centro Commerciale vicino allo stadio, mentre il neoeletto Zanonato non ha alcuna intenzione di mantenere la promessa. Mentre il Cavaliere “riflette” e si guarda intorno per capire se ci sono compratori seri interessati, si perdono giorni preziosi di calciomercato. Alla fine verrà confermato Ulivieri in panchina ed il nuovo DS sarà Renato Favero. Emblematico il caso di Matteini: preso d’estate, segna otto gol nella prima fase della stagione per poi essere ceduto a gennaio!!! In compenso arriva De Franceschi a svernare ed a garantirsi un posto di lavoro una volta terminata l’attività agonistica. Emblematico anche La Grotteria, che gioca sempre meno ma si “cura” dagli infortuni in una nota discoteca del trevigiano, ed in città acquisterà un bar mentre si rincorrono anche le voci su un presunto flirt con Barbara Carron. Quel Padova perderà i playoff gettandoli al vento clamorosamente nelle ultime tre partite casalinghe: sconfitta col Benevento, pareggio con la Reggiana, nuova sconfitta con la Sambenedettese.

-2005/06: dopo un’altra “pausa di riflessione” estiva, Cestaro rompe gli indugi: via tutti! Rimane Favero come DS, De Franceschi, La Grotteria e pochi altri. Arriva Pellegrino da Lanciano che si porta dietro qualche pupillo. D’estate sembra che si stia approntando uno squadrone, in quanto arrivano il portiere Lejsal ed il centrocampista Victorino: in realtà nessuno dei due potrà giocare, il primo perché squalificato, il secondo perché extracomunitario. Cominciano a sorgere i primi dubbi anche sulle capacità di Favero. Parte molto bene quel Padova, e fino alla trasferta di Genova a fine gennaio fa sognare la tifoseria. Poi qualcosa si rompe e nel girone di ritorno si getta quanto fatto di buono all’andata. Ancora una volta il finale di stagione è drammatico: sconfitta col Lumezzane, sconfitta col Pavia nello scontro diretto. E lo Spezia di Guidetti, uno che a Padova era stato scartato e che quell’anno vince la classifica dei marcatori, che viene a festeggiare la promozione all’Euganeo. Proprio in occasione di quel Padova-Spezia e dei fatti che ne seguiranno, si vede tutto il disinteresse della società per i propri tifosi, relegati al ruolo di “ospiti” in casa propria e scaricati di fronte alle provocazioni spezzine ed agli attacchi delle forze dell’ordine che lasciano fare ai liguri il bello ed il cattivo tempo.

-2006/07: nonostante l’incredibile finale di stagione, e nonostante non lavorino bene insieme, vengono confermati sia Pellegrino che Favero. L’atteggiamento del DS è inqualificabile: invece di approntare la squadra che dovrà affrontare la C1, se ne va in Argentina a cercare giocatori per il Genoa (mentre è sotto contratto per il Padova, lo ricordo!) e torna qui con Cantoro (!!!). Ad ottobre, dopo una partenza deludente, viene sollevato dall’incarico Favero, alla fine del girone d’andata viene dato il benservito anche a Pellegrino. Arrivano al loro posto Meluso e Mandorlini. Nella seconda parte della stagione la squadra risale posizioni in classifica ed arriva a giocarsi i playoff. Ed ancora una volta la stagione viene buttata via nelle ultime partite: sconfitta col Pizzighettone, pareggio a Novara, altra sconfitta col Grosseto che festeggia la promozione in serie B.

-2007/08: il punto fisso della nuova stagione sembra essere il tecnico Mandorlini, con il quale la società va anche a visionare la sede del ritiro estivo. Invece il tecnico poi se ne va al Siena e cambia tutto: arriva Ezio Rossi in panchina. Arriverà anche Muzzi, che col tecnico notoriamente non si sopporta: pare che quando qualcuno l’abbia fatto notare a Cestaro si sia sentito rispondere: “El paron so mi, decido mi!”. Quello è l’anno in cui Cestaro fa la famosa sceneggiata di voler mollare la società, a seguito di un alterco con un giornalista nel post-partita di Padova-Cittadella. I biancoscudati stentato ed a Marzo Sabatini subentra in panchina ad Ezio Rossi. Perdendo clamorosamente in casa con la Pro Sesto, i biancoscudati gettano alle ortiche l’intera stagione.

-2008/09: Rimangono sia Sabatini sia Meluso. Il Padova non parte male, ma in inverno accusa il solito calo di rendimento. Subito dopo il mercato di gennaio, saltano sia il tecnico che il DS. Mi piace far notare come il signor Meluso venga sollevato dopo il mercato, e dopo che ha costruito la squadra che conquisterà la serie B. Al loro posto, Tosi (che non potrà praticamente lavorare) e Tesser in panchina. Dopo un mese viene richiamato Sabatini al posto di Tesser. Il Padova sembra in procinto di buttare al vento l’ennesima stagione dopo la sconfitta interna con il Ravenna ai primi di Aprile, ma con una rimonta straordinaria conquista i playoff per la B. Eliminato il Ravenna in semifinale, nella finale si trova di fronte la favoritissima e fortissima Pro Patria che però ha un problema: è in piena crisi economica ed i giocatori non vedono lo stipendio da mesi! Chi ha visto soprattutto la finale di ritorno, al di la della gran prova di lotta e carattere messa in campo dai biancoscudati, si sarà accorto che i giocatori in maglia biancoblù non si sono certo ammazzati in campo! Ma non importa, è serie B, tutto va bene….

-2009/10: Sabatini viene confermato allenatore, mentre per il Diesse si cerca la figura creata in casa. E’ così il turno di De Franceschi, che di esperienza ne ha zero, ma che evidentemente ha trovato il sistema di farsi benvolere e ben considerare nelle stanze dei bottoni. Un altro personaggio che definire “ambiguo” è un complimento, riesce a ritagliarsi uno spazio importante: è Sottovia, che viene promosso Direttore Generale. Il Padova parte bene, ma a metà del girone d’andata esplode il caso-Varricchio: l’attaccante, uno degli artefici della promozione in serie B, vorrebbe più soldi, Cestaro reagisce con una delle sue sceneggiate di fronte a tutta la squadra, col risultato che oltre a perdere l’attaccante messo fuori rosa si trova mezza squadra che gioca contro (Varricchio era pur sempre uno dei leader dello spogliatoio, andava gestito in maniera più professionale). Ma l’intera stagione sarà un incubo senza fine: a gennaio la società sfiducia Sabatini, ma siccome manca poc

o alla celebrazione del centenario il tecnico viene tenuto in panchina fino alla fine di gennaio. L’approssimazione societaria è qualcosa di imbarazzante: De Franceschi a gennaio parte per prendere dei rinforzi sul mercato e torna con Mirko Gasparetto, uno che era già molto scarso in C2, e che non si capisce come faccia a giocare in B. il nuovo allenatore Di Costanzo sembra lavorare discretamente, ma un pareggio a Salerno gli costa il posto. Torna Sabatini, e ad un certo punto la salvezza appare quasi una chimera. Nelle ultime partite però succede il miracolo: vittoria con l’Ascoli in una partita da Ufficio Indagini, altra vittoria sospetta a Bergamo, vittoria in casa col Brescia in una delle poche partite vere. Ai playout si incontra una Triestina con pochi stimoli, che verrà travolta in casa ben sapendo di essere ripescata a causa del fallimento dell’Ancona. Ad ogni modo la salvezza miracolosa arriva!

-2010/11: Arriva Rino Foschi. La squadra allestita è di prim’ordine. Allenatore è Calori, che ad un certo punto sembra mettersi contro l’intera squadra. Si rischia di scivolare in zona playout. A marzo, dopo la terribile sconfitta di Cittadella, Calori viene sollevato dall’incarico. Inizialmente il sostituto è Alessandro Dal Canto, che dovrebbe essere una soluzione temporanea ma che nel frattempo vince a Pescara. Un altro esempio della totale improvvisazione di Cestaro: a telefonargli chiedendo di confermare il tecnico di Castelfranco fu Italiano. Il Padova comincia la rimonta che lo porta ai playoff, ma il merito non è di Dal Canto bensì dei giocatori che decidono di non giocargli più contro. E’ sicuramente la stagione più bella della gestione di Cestaro: il finale è esaltante, con la vittoria sul Livorno, la vittoria a Torino, l’eliminazione del Varese in due partite epiche. Nella finalissima a Novara succede un fattaccio: Cesar, uno degli elementi più discussi, viene espulso dopo pochi minuti di gioco, sulla punizione conseguente il Padova subisce il gol dello svantaggio. A questo punto il tecnico, anziché togliere dal campo Vantaggiato toglie El Shaarawy, l’unico che poteva creare dei problemi alla retroguardia piemontese. Alla fine passa il Novara, ma la tifoseria è comunque soddisfatta della stagione, ed applaude i propri beniamini.

-2011/12: nei programmi societari dovrebbe essere la stagione della promozione nella massima serie. La squadra allestita è di prim’ordine, ma il tecnico Dal Canto non sembra in grado di gestire un parco giocatori così importante. Fa sorridere quando dice che “la squadra è da settimo posto” e poi si contraddice dicendo che “non firma per il terzo posto”. Fa rabbia quando crea solo confusione nel gruppo, tenendo giocatori di primordine in panchina se non in tribuna salvo poi buttarli nella mischia quando non hanno più i novanta minuti sulle gambe. Eppure non verrà sostituito, pare che a Cestaro fosse simpatico essendo un buon adulatore! A gennaio arriva anche Baraldi, con una missione importante: far quadrare i conti del Calcio Padova, che stanno scendendo in picchiata! Il suo rapporto con Foschi non sarà mai buono. A fine stagione si può parlare tranquillamente di stagione buttata nel cesso in quanto con una squadra da promozione non si è nemmeno riusciti a centrare i playoff.

La stagione attuale l’hanno vista tutti: squadra costruita al risparmio, nessun proclama, si punta alla salvezza, sarà un anno di transizione. Il Mister è Pea, uno in gamba che tiene la squadra nelle prime posizioni. Ma non è mai piaciuto a Cestaro, probabilmente perché non è un tirapiedi come il suo predecessore. Il resto lo avete visto in questi giorni.

Io sono stanco di Cestaro e della sua incompetenza, della sua ignoranza e del suo pressapochismo. Ritengo che il vicentino, alla lunga, più che un’opportunità sia un problema per il Padova. E che la sua presenza tenga lontani eventuali investitori seri: lui non ha mai messo in vendita la società, ma ha sempre e solo cercato partner disposti ad investire a fondo perduto in un progetto che non esiste perché lui lo fa saltare quando gli gira.

Ora ha detto di volere i playoff: benissimo, nel momento in cui non dovesse raggiungerli, per cortesia, se ne vada! Io sono stanco di vedere i suoi colpi di testa sentendomi impotente, sono stanco di assistere alle sue scene da osteria, come quando prende il microfono per urlare, sono stanco di Cestaro e voglio una società più seria e competente. Ricordatevi di che cosa era Marino Puggina, e piantatela di idolatrare un uomo che ha creato più problemi che altro.

 

 

 

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