Il dossier di Penocchio, otto gare sotto accusa

Il dossier di Penocchio, otto gare sotto accusa

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Il presidente Diego Penocchio non ci sta e alza la voce: basta errori arbitrali ai danni del Padova. Prima della sosta il numero uno biancoscudato incontrerà molto probabilmente il presidente della B Andrea Abodi per esporre le proprie rimostranze. Pronto anche, come già annunciato, un dossier con tutte le immagini degli episodi che vedrebbero il Padova sfavorito dalle sviste dei direttori di gara. Stando a quanto riportato da Il Mattino le partite sotto accusa sarebbero otto. Si parte dalla terza giornata, Padova-Palermo 0-3. Vibranti le proteste per il gol che ha “ammazzato” la partita, il penalty realizzato da Hernandez al 42′ dopo il fallo su Di Gennaro. Il contatto con Ampuero sembra regolare, spalla contro spalla, e oltretutto è fuori dall’area. La giornata successiva, Novara-Padova 1-0, a decidere l’incontro è un calcio di rigore procurato da Lazzari, che entra a contatto con Santacroce inciampando sulla gamba del terzino biancoscudato. Il fallo non c’era e la settimana dopo il Padova protesta ufficialmente in Lega. Nona giornata, Cittadella-Padova 1-0, rigore non assegnato a Pasquato alla mezz’ora del primo tempo per un evidente spinta di Coly in area. Pochi minuti dopo rigore generoso concesso al Cittadella per l’1-0 definitivo. La settimana seguente, Padova-Juve Stabia 2-1, nonostante la vittoria, i biancoscudati lamentano due rigori non assegnati. Nella trasferta successiva, Lanciano-Padova 1-0, proteste per il calcio di punizione sulla trequarticampo dal quale è nato il vantaggio degli abruzzesi. Per i biancoscudati il fallo era stato subìto e non commesso. In Padova-Brescia 0-0, al 17′ del primo tempo Legati cade in area dopo un contatto con Kukoc. Il rigore poteva starci, invece l’arbitro ammonisce per simulazione il terzino del Padova, che nella ripresa verrà espulso dopo un altro giallo. Si arriva alla penultima gara, Padova-Ternana 1-1. Vantaggiato lamenta una trattenuta in area nella ripresa, poco prima dell’espulsione di Carini per un’ostruzione giudicata fallosa e da ultimo uomo, dalla cui punizione nasce il gol umbro. Quindi l’ultimo rigore negato in Pescara-Padova 1-0, per il fallo di mano di Balzano, che stoppa un pallone scodellato in area da Ampuero. Senza torti arbitrali e ammesso che tutti i rigori concessi fossero stati realizzati, il Padova avrebbe 8 punti in più in classifica.

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