Il giudizio sul mercato del Padova

Il giudizio sul mercato del Padova

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Si è chiusa ieri la campagna acquisti estiva del Padova. Da tanti anni non assistevamo a un Padova così attivo nel calciomercato: al gong finale si contano 14 operazioni in entrata, mentre 13 giocatori dell’organico della scorsa stagione hanno cambiato maglia (tra cessioni, fine prestito, risoluzione della comproprietà). Ricominciamo con una squadra nuova di zecca, costruita, senza ombra di dubbio, per un campionato di vertice. Il giudizio non può che essere positivo, l’unica perplessità riguarda l’abbondanza di alternative in certi ruoli. Gli infortuni in serie della scorsa stagione insegnano che è meglio essere ben coperti in tutti i reparti per affrontare senza patemi le 42 giornate della serie B e Foschi, memore dell’esperienza dell’anno passato (fu costretto a gennaio a costruire un Padova-2 per sopperire alle numerose assenze), ha voluto forse esagerare. Ma l’abbondanza crea eccessiva rivalità, la rivalità può rompere certi equilibri. Ci riferiamo in particolare ai portieri (con tre potenziali titolari), alla staffetta Milanetto-Italiano in mezzo al campo e all’attacco, dove ben quattro punte centrali (Hallenius, Ruopolo, Cacia e Succi quando tornerà) si contenderanno il posto. E’ tutto nelle mani di mister Dal Canto: dovrà essere in grado di gestire una rosa di alto livello, mettendo in conto dall’inizio i possibili malumori di chi giocherà meno. In difesa, infine, fiducia al giovane Donati. Foschi ha cercato di prendere un altro terzino ma non è riuscito a chiudere alle sue condizioni. E’ rimasto Trevisan, su espressa richiesta di Dal Canto (ma Foschi ha cercato comunque di cederlo fino all’ultimo).

Il mercato dunque assegna al Padova un ruolo di assoluto protagonista del campionato, ora la parola spetta al campo. 

VOTO MERCATO 8

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