Il Mattino: “Giusto sostenerli ma con l’invito alla trasparenza”

Il Mattino: “Giusto sostenerli ma con l’invito alla trasparenza”

L’editoriale de Il Mattino:

Una pacca sulle spalle e un appello che rinnoviamo, quello alla massima trasparenza nei rapporti con la città, intesa in senso lato (istituzioni, tifoseria, mass media). Nel momento in cui il nuovo Padova parte per un’avventura tutta da scoprire – alzi la mano chi, a parte gli addetti ai lavori e quegli appassionati che hanno seguito sin qui le altre squadre di casa nostra, può dire di sapere ogni cosa della serie D – ci sembra doveroso incoraggiare Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto nella loro mission, riportare il calcio biancoscudato ai livelli che il suo blasone impone. Il “grazie” a chi ha creduto di poter ricostruire là dove i… devastatori di professione (Penocchio & C.) hanno distrutto in un sol colpo 104 anni di storia e passione è un atto dovuto, ma siamo già al passato, sia pure recente. I giorni passano e bisogna attrezzarsi come si deve per sostenere progetti e ambizioni, che, inutile nasconderselo, sono notevoli. Con la Coppa Italia inizia la marcia di avvicinamento al campionato, e siamo curiosi di capire quale sarà la risposta della gente, sentitasi giustamente tradita e smarrita dopo la scomparsa del Biancoscudo dal professionismo, all’invito, ribadito anche ieri dai due imprenditori (di provincia, non finiremo mai di sottolinearlo), di stare vicini alla neonata società. Fiducia – a parte i soliti “criticoni”, che non mancano mai, ma è un fatto fisiologico, altrimenti che gusto ci sarebbe se il consenso fosse totale? – se ne respira parecchia, per l’entusiasmo bisognerà aspettare poco, speriamo.

I risultati, in qualsiasi categoria si giochi, sono decisivi per far lievitare gli umori del pubblico e in questo mese frenetico si è già capito che i tifosi non hanno voltato le spalle ai loro colori, anzi. Se qualcuno è in ritardo nel sintonizzarsi sulla nuova lunghezza d’onda – non è più serie B o Lega Pro, ma dilettanti – ha tempo per mettersi al pari degli altri, coloro che hanno capito in fretta come rapportarsi con i nuovi proprietari, con De Poli e Parlato e con tutte le persone che, gradualmente, sono state e verranno coinvolte nel progetto. Non è che perché abbiamo a che fare con figure locali il giudizio sia più benevolo che nei confronti di eventuali “foresti”, ma la storia è storia: con i non veneti al vertice il Padova è andato a fondo, con i veneti, e i padovani in particolare, ha sempre ottenuto risultati e soddisfazioni (su Cestaro bisognerebbe scrivere un capitolo a parte, soprattutto dal 2009 in poi). Bergamin e Bonetto sono come Mazzocco, quando subentrò a Viganò: l’àncora a cui aggrapparsi per non affondare. State pur certi che non sono usciti allo scoperto con l’idea di arricchirsi o di speculare (su cosa poi?), come hanno fatto purtroppo i loro predecessori. Li attendiamo alla prova, ora, convinti delle buone intenzioni che li animano. Ma si ricordino di quell’invito, la trasparenza prima di tutto. Chi non l’ha messa in pratica, in passato, ha raccolto soltanto figuracce.

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