Il Mattino: l’Euganeo può avere un ruolo decisivo

Il Mattino: l’Euganeo può avere un ruolo decisivo

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Di seguito alcuni stralci dell’editoriale di oggi pubblicato da Il Mattino, a firma Stefano Edel:

Si ritorna davanti ai propri tifosi, quelli con cui è stato stretto, prima della partita con la Juve Stabia, un patto che va oltre il gesto simbolico della maglietta leggermente sollevata e di una mano che scivola sotto di essa simulando il battito del cuore. Cuffa & C. sono di nuovo costretti ad issarsi su una montagna irta ed insidiosa, la cui vetta resta sempre lontana, e non possono permettersi di sbagliare rampini e chiodi: perché scivolare oggi e rischiare di finire nel burrone riducendo al minimo le possibilità di riemergerne, significherebbe annullare gli effetti di quel poco di buono fatto sin qui, le due vittorie e il pareggio – tutti e tre in casa – che hanno fruttato i sette punti in classifica. È un copione ripetitivo quello che ci dobbiamo sciroppare di settimana in settimana, costretti a registrare le oscillazioni pericolose del “pendolo” biancoscudato, che non riesce ad avere un minimo di stabilità […] La squadra di Mutti non ha altre vie da percorrere se vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di “disperata”, per via di una stagione di sofferenze e delusioni, sgomitando sugli ultimi gradini della graduatoria per provare ad agguantare la salvezza. Eppure, più si va avanti in questo campionato dominato dall’equilibrio e dall’incertezza e più ci si rende conto che si può davvero finire male. Ecco allora che l’Euganeo, in questo momento di alti (pochi) e bassi (troppi), può avere un ruolo decisivo per avviare l’auspicata inversione di tendenza: trasformarsi in una roccaforte inespugnabile. Saranno i soliti discorsi, d’accordo, eppure da qui non si scappa: il tanto sbandierato patto è l’unica certezza da cui partire per una prestazione generosa e determinata da parte di tutti nei confronti di un avversario in palla qual è lo Spezia, in serie utile e con tanta qualità nell’organico a disposizione di Stroppa. Ognuno deve fare la sua parte con più attenzione e concentrazione di quanta ne abbia messa nelle precedenti dieci gare (l’undicesima è finita dopo 27’), ricordandosi sempre che, se si è penultimi, è solo per propri demeriti, e che gli alibi degli infortuni e degli arbitraggi non reggono più. Con avversari forti il gruppo si esalta, e questo atteggiamento gli serve più che mai oggi: autoconvincersi che si può, si deve fare risultato. Ai tifosi che ci saranno, e che non mollano mai, va chiesto l’ennesimo sforzo di un incitamento costante dall’inizio alla fine: il Padova è davvero un patrimonio troppo importante per pensare di disperderlo così. Nessuno vuole fare la fine di Venezia, Treviso e Vicenza.

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