Il Mattino: strategie che non convincono, c’è da essere preoccupati

Il Mattino: strategie che non convincono, c’è da essere preoccupati

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Da Il Mattino di oggi, editoriale di Stefano Edel:

C’è di che essere preoccupati, e seriamente. Non solo per la classifica, con quello “0” che assomma in sè un senso di avvilimento e impotenza dopo due partite sbagliate (contro Trapani e Palermo), ma anche per come si sta muovendo la nuova proprietà del Padova. E il pensiero corre subito alle singolari mosse compiute dopo la chiusura del mercato estivo. Riassumiamo: sino all’ultimo la triade presente a Milano (presidente Penocchio, direttore sportivo Secco e responsabile dell’area tecnica Marco Valentini) ha cercato una punta, nella fattispecie Dionisi del Livorno, dopo aver cullato un pensierino (impossibile da soddisfare) su Ardemagni. L’offerta a Spinelli, patron degli amaranto, e allo stesso giocatore è stata ritenuta talmente risibile da non accettare neppure di sedersi al tavolo per discuterne. “No, grazie” e tutto è rimasto come prima. Pochi giorni dopo, ecco il contatto con Emiliano Bonazzoli, svincolato […] Il “no” di Penocchio è stato, invece, deciso e la lista completa è stata ufficializzata e spedita in Lega senza altri nominativi. Il resto lo conoscete: domenica scorsa Vantaggiato si è infortunato (non una novità, ahinoi) e starà fuori sino a fine ottobre, Melchiorri ha un’ernia alla schiena (mistero assoluto sui tempi di recupero), Raimondi si è “stirato”. L’attacco perde tre pezzi importanti e che succede? Che lorsignori chiamano un giovanotto di 23 anni, Fabio Zamblera, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, con esperienze poco fortunate al Newcastle, alla Samp e nella Primavera della Roma. “È in prova, se va bene lo tesseriamo a gennaio”. Come dire: questo è quanto possiamo permetterci. Da restare basiti. Interrogativo d’obbligo: possiamo o vogliamo? Siamo davanti al Padova delle scommesse, non delle certezze, che procede a tentativi nel suo assemblaggio di squadra e che, nel settore più delicato, quello avanzato, non fa nulla per provare a cambiare le cose. Che si profilasse una stagione all’insegna dei dubbi e delle incertezze, considerata la “rivoluzione” in società, era facile da prevedere, ma le strategie seguite sin qui non ci convincono: non si segna, e francamente vorremmo che ci spiegassero chi è il bomber in grado di rasserenarci l’animo per il futuro: Feczesin? Ciano? Voltan o Diakite? L’unico che ha lampi di classe autentica è Pasquato, ma non è mai stato uno sfondatore nè un goleador tale da mettere insieme doppie cifre. Oggi Novara, fra una settimana Empoli. La speranza, come si suol dire, è l’ultima a morire, ma una partenza così ad handicap non giova a nessuno. Tantomeno a chi si è presentato alla città con la convinzione (o presunzione?) di avere comunque le carte in regola per fare calcio. Con profitto e, soprattutto, risultati. 

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