Il Mattino: un mercato senza senso

Il Mattino: un mercato senza senso

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Dall’editoriale a firma Stefano Edel su Il Mattino di oggi, ecco alcuni passaggi:

Fra il Trapani di venerdì 24 gennaio e il Carpi di oggi sono passati otto giorni. Un arco di tempo in cui ci saremmo aspettati dall’attuale proprietà del Padova un cambiamento di rotta radicale, a cominciare dall’esonero dell’allenatore Mutti […] L’auspicata scossa non c’è stata, e, quel che è peggio, l’attesa “rivoluzione” biancoscudata è andata in porto con l’inserimento nell’organico di qualche promessa (Kelic e Improta, entrambi nel giro delle Nazionali Under 21), autentiche scommesse (Šhaman, Vinicius, Bonaiuto, Elsner e Pasa junior) ed elementi in cerca di rilancio (Di Matteo, Almici, La Camera, Moretti, Nocchi). Come dire: la necessità di puntellare, e migliorare, tutti i reparti della squadra, come il campo ha evidenziato nel girone di andata, si è scontrata con “logiche” di mercato che hanno fatto a pugni con il buonsenso. Come giustificare il fatto di ritrovarci oggi in rosa ben tre terzini destri e quattro mancini, più quattro difensori centrali, al punto da spingere fuori rosa Perna? E il tira-e-molla su Musacci, tolto alla fine dalla lista dei partenti perché Iori faceva gola a qualcuno? In attacco sono stati presi due esterni, ma i vari Feczesin, Diakite e lo stesso Voltan, in sovrannumero, sono rimasti. Ma dove volete che si vada, con queste illuminate idee? Sarebbe servita una buona dose di esperienza, noi la riscontriamo solo in Moretti. Per il resto, tanti giovani, regalati o quasi (a parte Kelic, per il quale l’investimento ammonterebbe a 150 mila euro). Con tutti gli esterni che sono stati ingaggiati è possibile che il tecnico cambi ancora modulo: dal 4-3-3 al 4-4-2. Altrimenti non si giustificherebbe una simile infornata di terzini di fascia. Domanda: ma ci si può permettere un nuovo azzardo del genere? La risposta sarebbe “no”, ma così vanno le cose alle nostre latitudini. Sulla finestra invernale del “mercato” Penocchio e i suoi amici si giocavano molto, come credibilità d’immagine (ormai ridotta ai minimi termini) e come capacità di risposta ad un gruppo di giocatori che ha molto deluso sin qui. Alzi la mano chi si sente sicuro che tutta questa gente eleverà il tasso tecnico e tattico del Padova. Crediamo siano ben pochi, anzi quasi nessuno. Da oggi si va avanti navigando a vista, con una piazza in subbuglio, che non può accettare di vedere umiliati in questo modo i colori in cui ha sempre creduto. Contro il Carpi gli alibi non reggono più: o si vince, magari anche rubacchiando, oppure è… profondo rosso. Siamo all’ultima spiaggia, se ne rendano ben conto presidente, amministratore delegato, direttore sportivo, staff tecnico e, dulcis in fundo ma non meno corresponsabili, i giocatori. Non vorremmo essere nei loro panni

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