Il sindaco Rossi: “La città  non merita la Lega Pro, sono preoccupato”

Il sindaco Rossi: “La città  non merita la Lega Pro, sono preoccupato”

Sindaco Ivo Rossi, come giudica quanto avvenuto allo stadio di Latina venerdì sera? I giocatori del Padova che si tolgono le maglie davanti ai tifosi arrabbiati e che le lasciano lì, a terra… Un gesto senza precedenti negli oltre 100 anni di storia della società biancoscudata. «Non voglio e non posso giudicare, perché non ero lì e quanto mi è stato riferito potrebbe essere parziale. Preferisco parlare della situazione attuale di classifica». Penultimo posto, a otto lunghezze dalla salvezza diretta, dopo 26 partite. Un bilancio desolante. «Sono molto preoccupato. La classifica ormai la si guarda da sotto ogni sabato, con la speranza di risalire tre gradini e… respirare. Invece, si sprofonda». Che cosa farebbe, se fosse nei panni dei dirigenti? «Non ho ricette, spetta alla società trovare delle soluzioni. Certo che servirebbe uno scatto d’orgoglio perché la città non merita e non si può permettere di finire in Lega Pro dopo la faticosa risalita a cui è stata costretta negli anni di inizio Millennio. Non ho elementi tali per capire quali siano i problemi maggiori da affrontare, per cui non mi permetto di dare consigli o suggerimenti. Parlerei da uomo della strada, che non conosce le situazioni in profondità. È come, facendo un parallelismo, quando vogliono spingermi a decidere su questa o quella cosa senza avere una cognizione esatta del quadro d’insieme». D’accordo, ma almeno da tifoso vip un commento ce lo rilascia? «Dire che lo sconforto è grande, anche per il risultato negativo di Latina, mi sembra scontato. Venerdì ero fuori, impegnato in una serata elettorale in vista delle votazioni di fine maggio, e continuavo a seguire la diretta della partita sul telefonino. Gli aggiornamenti della ripresa, purtroppo, mi hanno lasciato la bocca amara. Non pensavo che il Padova avrebbe perso in modo così netto». I tifosi sono arrabbiati, eppure a loro non si può rimproverare nulla… «Credo che si stia vivendo il momento più difficile della storia calcistica biancoscudata degli ultimi anni. Occorrerebbero nervi saldi e, ripeto, tanto orgoglio da parte dei diretti protagonisti. Quanto alla tifoseria, c’è stato un sostegno incondizionato sinora al gruppo e agli allenatori che si sono succeduti. Ha fatto la sua parte, come sempre. Purtroppo, si soffre. Troppo…»

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